Danno da 30 milioni di euro per i cinghiali che distruggono le coltivazioni e attaccano gli uomini e gli animali allevati, come anche lupi e i cani inselvatichiti, gli storni azzerano la produzione di olive e distruggono le piazzole, le lepri divorano letteralmente interi campi di ortaggi, i cormorani mangiano i pesci negli impianti di acquacoltura, i pappagalli verdi si cibano di frutta e mandorle e il killer dei mari, il granchio blu che stermina vongole veraci, cozze, uova, altri pesci e molluschi
La Puglia si trova ad affrontare una vera emergenza a causa dell’incontrollata proliferazione di fauna selvatica, con i cinghiali in cima alla lista delle preoccupazioni. Coldiretti Puglia lancia l’allarme, definendo la situazione una “miscela esplosiva” che unisce ingenti danni alle colture e seri problemi di sicurezza per l’incolumità pubblica.
Danni e pericoli: un quadro critico
Con una popolazione stimata di
250.000 cinghiali in Puglia, la minaccia non riguarda solo la diffusione della peste suina, ma anche la sicurezza di cittadini in aree urbane e rurali. I branchi si spingono fino ai centri abitati, mettendo a rischio automobilisti e pedoni. Le zone più colpite includono la
Murgia barese e tarantina, il Gargano e il subappennino dauno, dove i cinghiali devastano i raccolti, cibandosi di lenticchie di Altamura, cicerchie, fave, ceci, piselli, broccoletti, ortaggi, e persino uva e mandorle.
Le altre specie selvatiche che minacciano la Puglia
I cinghiali non sono l’unico problema. L’elenco della fauna selvatica che causa danni all’agricoltura pugliese è lungo:
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Lupi e cani inselvatichiti: attaccano animali da allevamento.
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Storni: azzerano la produzione di olive.
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Lepri: divorano interi campi di ortaggi.
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Cormorani: mangiano i pesci negli impianti di acquacoltura.
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Pappagalli verdi: si nutrono di frutta e mandorle.
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Granchio blu: questo “killer dei mari” stermina vongole veraci, cozze, uova, pesci e altri molluschi.
Il danno complessivo stimato causato dalla fauna selvatica in Puglia ammonta a oltre
30 milioni di euro.
Misure richieste
Per fronteggiare l’emergenza, Coldiretti Puglia chiede l’immediata attuazione del
Piano straordinario regionale per la gestione e il contenimento della fauna selvatica, con un potenziamento dei selecontrollori. La richiesta è motivata dalla necessità di tutelare sia le produzioni agricole che la sicurezza pubblica. La paura per la presenza di questi animali si è diffusa dalla campagna alla città, e nei piccoli centri con meno di cinquemila abitanti, tocca l’83% dei residenti.

