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Piano Regionale delle Coste, il fronte del “no” chiede di ripartire da Minervini

Per il Movimento Manisporche, Spazio Civico, Riprendiamoci Monopoli e SI-AVS Monopoli, il nuovo Piano favorirebbe gli interessi privati a scapito della fruizione pubblica e della salvaguardia ambientale, riducendo gli spazi di spiaggia libera

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La discussione intorno alla bozza del nuovo Piano Regionale delle Coste, proposta dal consigliere delegato Stefano Lacatena, ha generato un’ondata di preoccupazione e dissenso in Puglia. Tra le voci più critiche si levano quelle di associazioni e movimenti civici come il Movimento Manisporche, Spazio Civico, Riprendiamoci Monopoli e SI-AVS Monopoli, che congiuntamente esprimono una ferma posizione a difesa della visione di tutela costiera incarnata dalla precedente Legge Regionale 17 del 2015, opera di Guglielmo Minervini.

La Posizione dei Firmatari: Un Ritorno alla Cura e all’Equilibrio

I firmatari dell’articolo non nascondono la loro delusione e preoccupazione di fronte alla “cronaca politica regionale di questi giorni, infarcita di un lessico esasperato e offensivo”, che ha visto la bozza Lacatena “cancellare con un colpo di spugna” la legge Minervini. La loro posizione è chiara: il nuovo Piano si muove in una direzione opposta a quella auspicata, privilegiando la “semplificazione” che, nel loro gergo, diventa sinonimo di “sburocratizzazione e di un ‘liberi tutti'”.

Il cuore della critica dei firmatari risiede nel fatto che il Piano Lacatena “riaffida ai Comuni la pianificazione del proprio tratto di costa decidendo dove collocare gli stabilimenti balneari, le aree verdi e i parcheggi e come realizzare la manutenzione”, facendo sparire di fatto la “spiaggia libera con servizi” e snellendo eccessivamente le procedure per le concessioni balneari. Questo, secondo i firmatari, “capovolge il paradigma e concepisce un provvedimento che ancora una volta esalta gli interessi dei privati a scapito dell’interesse pubblico”.

La Critica alla “Millantata Partecipazione”

Uno dei punti dolenti evidenziati dai movimenti è la presunta mancanza di un reale confronto con la cittadinanza. Sebbene Lacatena affermi di aver condiviso il testo con i “portatori di interessi (i privati), le associazioni ambientaliste, gli ordini professionali e l’Anci”, i firmatari contestano: “Peccato che nella sua millantata partecipazione non ci sia mai spazio per i cittadini e per dei tavoli reali di dialogo e condivisione”. Questa assenza di un coinvolgimento popolare è vista come un errore imperdonabile, specialmente per un politico navigato, che dovrebbe tenere conto degli equilibri politici e della coalizione, dove il Partito Democratico rappresenta una componente fondamentale.

La Differenza nell’Approccio: Cura vs. Velleitarismo

L’articolo mette in risalto il contrasto tra l’approccio di Guglielmo Minervini e quello di Stefano Lacatena, sottolineando come la “cura” sia la vera discriminante tra i due piani. I firmatari ricordano con ammirazione l’iniziativa di Minervini che, con un camper, visitò 20 comuni costieri, fermandosi anche a Monopoli in Piazza Vittorio Emanuele, per spiegare direttamente ai cittadini la sua visione. Questo dimostra una politica di vicinanza e trasparenza, attenta ai bisogni della gente e al dialogo.

Al contrario, Lacatena è descritto come colui che è rimasto “lì, negli uffici di via Gentile, a elaborare la sua ‘versione bignami’ del piano delle coste”, affiancato da funzionari e un ingegnere comunale. Le successive “esternazioni alterate via web” del delegato, con le quali ha additato i presunti detrattori come “bugiardi e ignoranti”, vengono definite dai firmatari “davvero stonate e velleitarie”, un atteggiamento che “in politica non paga”.

L’Appello Finale: Ripartire dal Piano Minervini

La conclusione del comunicato è un appello inequivocabile rivolto al consigliere delegato e all’intera politica regionale: “Sia chiaro al consigliere delegato che le proteste dei cittadini, dell’Anci, dei Sindaci e delle associazioni ambientaliste lanciano un messaggio preciso e cioè che sbagliate non sono solo le procedure dell’iter normativo che porta la sua firma, ma l’impianto su cui si fonda tanto sbilanciato verso la privatizzazione della costa.”

Per i firmatari – Movimento Manisporche, Spazio Civico, Riprendiamoci Monopoli e SI-AVS Monopoli – il punto da cui ripartire per aggiornare il Piano Regionale delle Coste “non può essere la bozza Lacatena, ma il testo di legge del 2015, che al litorale pugliese rivolgeva uno sguardo di cura, di protezione e di equilibrio tra gli interessi privati e quelli pubblici dei liberi fruitori della costa e del mare.” Un messaggio forte e chiaro, inviato da Monopoli il 21 maggio 2025, a difesa di un bene prezioso e di un futuro sostenibile per la Puglia.