Gentile Direttore,
l’enorme flusso di profughi albanesi sbarcati nel porto di Bari con la nave Vlora nell’agosto del 1991 (foto tratta da Albania News), ebbe le prime avvisaglie già nel marzo di quello stesso anno sulla costa del sudest barese. Ricordo che i primi trecento sbarcati a Monopoli furono alloggiati provvisoriamente, di fretta e furia su ordine della Civica amministrazione, in uno degli hotel ubicati nei pressi di cala Corvino, dopo di ché l’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga e il Sindaco di Bari Enrico Dalfino, allertarono le prefetture e i sindaci dei comuni rivieraschi nell’offrire ai migranti ospitalità negli alberghi e/o in tendopoli da allestire in riva al mare.
Nello stesso tempo, quale funzionario dell’Ufficio tecnico comunale, su ordine del sindaco pro-tempore Franco Paciello, divenni immediatamente il direttore tecnico esecutivo, per lavori di somma urgenza degli impianti primari, preordinati alla realizzazione della prima tendopoli a Monopoli in località Pagano (attraverso le locali imprese, Mangiarano Giacomo per l’allestimento delle condutture di acqua e fogna e Ladogana Antonio per la viabilità interna e la recinzione dell’area interessata, già espropriata d’urgenza), dove furono alloggiati anche in roulotte e rifocillati sotto un grande refettorio-tenda i primi migranti che arrivavano sulle nostre spiagge e dalla vicina cala Paradiso.
Ho voluto ricordare quell’opera, realizzata sul greto del torrente Pagano (oggi divenuta area edificabile), per attestare che, a quei tempi, l’Italia democratica intera, Chiesa compresa (non potrò mai dimenticare quando il nostro vescovo Domenico Padovano, in visita alla tendopoli, volle essere accompagnato da me, sotto braccio, per elargire un conforto ai profughi, girovagando fra loro mentre pranzavano sotto la grande tenda-refettorio) accolsero con favore i migranti albanesi, fuggitivi dai repressivi regimi comunisti dell’Est europeo.
Oggi il premier di Tirana Edi Rama, a Lui grande onore e ringraziamenti, aiuta l’Italia con l’invio di medici e infermieri per aiutare a combattere l’attuale pandemia da coronavirus. l’Europa, invece, fa l'”orecchio del mercante”.
Franco Muolo
