Il vino, protagonista di presentazioni di libri, dibattiti e convegni
In attesa della seconda edizione del “Prospero Fest”, dal 13 al 15 settembre scorsi, è stata proposta a Monopoli “De Vinea – il vino si racconta”, un’iniziativa promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Monopoli che prende il nome dal trattato di Prospero Rendella (1553-1630) in cui il giurista monopolitano compendiò passione e studi enologici portati avanti per tutta la vita.
Presentazioni di libri, dibattiti e convegni sono stati ospitati nel centro storico cittadino; non un approccio scientifico e professionale al mondo del vino, ma una narrazione delle eccellenze enologiche pugliesi associate alle bellezze della città che ospita l’evento, il tutto nel ricordo di Prospero Rendella, appassionato enologo.
“Un sorso d’aceto ed un caffè corretto” è il titolo del libro (editore Giuseppe Laterza) di Ferdinando Scavran – Josè Dalì presentato venerdì 13 settembre nella piazzetta Santa Maria dal giornalista Mario Valentino che ha dialogato con l’autore.
Al termine della presentazione, ci si è ritrovati in piazza Garibaldi per dialogare con Mimmo Sammartino, autore de “Il paese dei segreti addii” (Hacca Editore), un racconto che ha l’elemento del vino che rappresenta una chiave di volta nello svolgimento delle vicende ambientate: «in questo paese, un borgo d’Appennino, che vive in un tempo fuori dal tempo, che richiama come tempo d’attualità la sorte e il destino di questi paesi che si svuota, che diventano un guscio vuoto in quanto i giovani vanno via e si chiedono se ci sia una terra di ritorno. È un romanzo corale di antieroi che, in qualche modo, si misurano con la sfida del tempo e della vita ed è una storia in cui, alla fine, si restituisce voce.. come in diversi miei libri, la letteratura diventa possibilità di riprogettare il mondo. dando voce a chi non ce l’ha… è un po’ un’epopea dei poveri cristi, di quelli che non potendo parlare nel tempo reale parlano attraverso la letteratura e raccontano una storia. In questa storia, il vino ha un elemento centrale; anche in questo caso è mito, è rito, è storia, è lavoro, ma è anche momento di convivialità come accade per gli indiani d’america. La nostra gente del Sud, ma anche da noi, davanti ad un bicchiere di vino si incontrava, si conosceva, faceva amicizia, superava le austerità; il vino diventa racconto un modo per guardare al mondo per dare senso e significato ai fatti della vita».
Contestualmente, nella Sala delle Armi del Castello Carlo V è stata presentata la Mostra personale dell’artista AGUINALDO PERRONE intitolata “Aguìn – La materia della pubblicità” a cura di ALESSANDRA TRAPANA’. Le opere esposte, tutte ispirate al cartellonismo, al quale oggi il mondo della grafica e della comunicazione pubblicitaria guardano con attenzione avendone giustamente considerato la sua importanza nel panorama delle arti figurative. La mostra, articolata in due parti, ha offerto allo spettatore una significativa selezione delle opere realizzate da Aguìn negli ultimi dieci anni della sua trentennale attività artistica. Una prima parte era dedicata a “Le insegne” ovvero alla rappresentazione pittorica di marchi e prodotti alcuni dei quali sono citazioni di brand che hanno fatto la storia della réclame. La seconda parte invece riguardava “la materia della pubblicità” ovvero il ritratto dell’ ”affollamento” della pubblicità che oggi come un tempo occupava ogni spazio urbano. Le opere di Aguìn sono sempre realizzate su materiale povero, spesso di riciclo, nell’intenzione di comunicare il forte contrasto tra l’effimero del materiale che veicolava il messaggio (un tempo le pitture sui muri, dette “affiches murali”, e poi i manifesti) e l’eterna “memorabilità” del messaggio pubblicitario che, quando veniva comunicato attraverso l’arte, fu capace di diventare, grazie ai cartellonisti, una delle arti figurative più significative del ‘900, ancora oggi molto apprezzata e ricercata da archivi e collezionisti di tutto il mondo. 
L’indomani, invece, la presentazione del libro “Pinocchio il risveglio dell’essere” di Stella Giliberti.
L’ultima giornata si è conclusa con altri appuntamenti.
