Il 26 novembre presso la Biblioteca Comunale “Prospero Rendella” si è tenuto il primo dei sette simposi di arte, letteratura, musica, psicologia e filosofia che l’IISS “Luigi Russo” ha organizzato per l’anno scolastico 2019/2020. La prolusione è stata affidata alla prof.ssa Candida De Toma, docente di Storia dell’arte. Un tema, quello del doppio, che si sottrae a qualsiasi definizione, complesso e difficile da etichettare. La prof.ssa De Toma è riuscita a presentare questa complessità concettuale attraverso un excursus storico, filosofico, letterario e artistico che dai primordi mitici delle prime civiltà è giunto fino alla società contemporanea.
L’avvio del discorso non ha potuto che trovare le sue radici nella cultura greca e in Platone, in particolare. La figura dell’Androgino di cui parla Platone era, in tempi mitici, simbolo della perfezione e dell’unità, perfezione che ha avuto fine per volere di Zeus, dando origine alla nostalgia e al dolore. L’amore può compensare, solo in parte, la perdita di quella perfezione, perché per sempre l’essere umano, nella visione di Platone, sarà destinato a cercare e desiderare di trovare l’altra parte di se’.
Il secondo mitico esempio di doppio è la figura di Ermafrodito, personaggio delle Metamorfosi di Ovidio che, pago e innamorato della sua identità in cui la natura femminile e maschile coesistono, sarà costretto a diventare due, dovendo unirsi alla ninfa Salmace. In questo caso l’unione è una violenza cui deve sottostare che genera sofferenza, non minore di quella a cui è condannato l’Androgino.
Due miti che ci raccontano un diverso modo di percepire il doppio, come ricerca dell’altro da se’, o come voglia di allontanarsi dall’altro che contro la volontà continua ad essere parte inscindibile dell’essere. In entrambi i casi il frutto di questa condizione sarà comunque l’infelicità.
É proprio in questa dimensione che si percepisce la grande modernità di questo tema, che non può sottrarsi all’interpretazione romantica di un “viaggio negli abissi dello spirito” (Novalis) e alla visione più drammatica e oscura che si diffonderà dopo la seconda rivoluzione industriale. La frammentazione dell’io, il lato scuro e perverso della psiche, la visione schizofrenica e patologica che si materializzano in una società che ha stravolto ogni certezza e lasciato l’individuo perso tra mille ombre.
Tante le tappe di questo viaggio nel doppio, tanti personaggi mitici e non solo, scrittori, artisti, filosofi che hanno tenuto il passo di un percorso in cui ognuno ha compreso qualcosa in più della propria identità e dell’altra faccia della stessa medaglia. Alla prof.ssa De Toma il merito di aver sottratto ad ogni definizione “il doppio” capace di essere riflesso e ombra, luce e buio, ricerca di unità e esigenza di separazione. L.T.
