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Lama Belvedere salvata da una variante al Prg

Gentile Direttore,
la foto, allegata all’articolo dell’arch. Angelo Papio, ha un fascino particolare, e agli occhi dei meno giovani appare come un decoupage che nasconde una traccia.
Quel terrazzamento realizzato da poco che s’intravede sulla sinistra sembra un’orma di un tratto di viadotto stradale che non c’è più. Ebbene, non tutti sanno che il vecchio piano regolatore generale del comune di Monopoli, redatto a suo tempo dal prof. arch. Luigi Piccinato e ancora in vigore all’inizio del terzo millennio durante la seconda amministrazione Laganà, prevedeva la costruzione di un’arteria viaria sopraelevata a quattro corsie, sospesa su una serie di fitti e altissimi pilastri conficcati proprio nel letto del torrente Sette Monti (Ferraricchio) esattamente nella sede della lama Belvedere, ivi compreso il tratto che oggi osserviamo nella foto. Allora si pensava di usare (e distruggere la lama) per risolvere il problema del traffico veicolare tra viale Aldo Moro e corso Umberto attraversando anche il ponte ferroviario di via Marconi.
Fortuna volle che durante la conferenza del 3 dicembre 1999, tenutasi presso il Polivalente scolastico provinciale (oggi Polo liceale) venne espressa dai relatori presenti la volontà di chiedere alla Civica amministrazione pro-tempore di procedere a un variante al Prg per la eliminazione di tale distruttiva previsione ambientale.
Ricordo che il giorno successivo mi recai personalmente al Comune, nell’ufficio del Sindaco, per concordare i dettagli tecnici per effettuare la variante e farla approvare subito dal Consiglio comunale. Cosa che avvenne poco tempo dopo grazie ai buoni uffici da parte del sindaco Walter Laganà.
Senza l’approvazione di quella benedetta variante al Prg oggi non ci sarebbe più la lama Belvedere.
Franco Muolo