«Basta con “il nuovismo”, con “l’improvvisazione”, con “la rottamazione”»
«È necessario cambiare la classe politica attuale, che ha abbondantemente dimostrato di non avere nessun peso politico nelle decisioni importanti per lo sviluppo e il progresso della comunità monopolitana. Anche perché moltissimi cittadini sperano che uomini e donne in pensione e in salute, che abbiano avuto in passato responsabilità amministrative nei vari settori della vita pubblica e privata e che siano economicamente autosufficienti, smettano di stare passivamente a guardare e scendano in campo per le prossime elezioni amministrative e politiche del 2018». Di questo ne è fermamente convinto il prof. Walter Laganà (due volte Sindaco della città di Monopoli) che, in una nota, esprime la propria opinione.
«Oggi con la crisi in atto, con l’emergenza della disoccupazione, della povertà in continua crescita e con la globalizzazione – commenta – è indispensabile cambiare rotta con progetti sostenibili ed efficaci in grado di assicurare lavoro, di incidere profondamente sulle politiche territoriali con la costruzione di case a prezzi accessibili, sullo sviluppo continuo del turismo, sulla valorizzazione dei beni culturali esistenti nella città e nell’agro, sulla tutela della campagna e degli ulivi secolari con incentivi per i proprietari di questi ultimi, sulla promozione dell’artigianato e del commercio, sulla migliore utilizzazione del porto commerciale con l’intervento per il POR Puglia 2014-20120, Azione 7.4 per il dragaggio dei fondali marini da parte dell’autorità portuale dell’Adriatico meridionale, della pesca, con la tutela delle spiagge libere e con gli accessi al mare, con la costruzione del porticciolo turistico, connesse ad un razionale sviluppo sociale con la rivisitazione di tutta la cantieristica, dei trasporti, di tutta l’economia del mare, dell’ambiente, dell’igiene pubblica con il rifacimento di tutta la rete idrica e fognaria e della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e con le isole ecologiche nelle zone strategiche della città e delle contrade più popolose e soprattutto con una civile e cordiale politica dell’accoglienza in ogni settore della vita pubblica, agevolando tutte quelle attività che assicurano lavoro e rispetto dell’ambiente. Naturalmente tutto questo oggi è possibile perché si ha la percezione che gli atteggiamenti ed i comportamenti legati all’invecchiamento stiano cambiando radicalmente nel momento in cui l’aspettativa di una vita sana si sta allungando e che le nuove generazioni non sempre hanno fatto prevalere le ragioni e il senso di una seria e lungimirante programmazione della soluzione concreta dei problemi della città e dell’agro (lavoro, casa, salute, cultura, ambiente, etc.), tesa alla costruzione di una società veramente libera e democratica, più umana più giusta, più solidale senza lasciarsi guidare dalle varie speculazioni e dalla legge ferrea del mercato e della competitività fine a sé stessa».
«Per questo motivo – ribadisce Laganà – moltissimi cittadini, stanchi di essere presi in giro, pensano di rivolgersi agli anziani in pensione e in salute, perché sono convinti che portano con loro alcuni inderogabili valori etici e che la longevità sana oramai sia un modello quotidiano di vita, come è stato recentemente dimostrato dalle indagini dell’Istat e de Censis. Perciò, tenendo presente che in tutto il territorio monopolitano vivono 10.326 anziani in pensione e in buona parte in salute (5.789 femmine e 4.537 maschi), in base ad un recente censimento, sarebbe quanto mai opportuno, per le ragioni innanzi esposte, coinvolgerli in un progetto politico amministrativo nell’interesse esclusivo di Monopoli per l’elevazione morale culturale e civile della città e dell’agro».
