Offerta una dimostrazione delle tecniche di base di autodifesa e di psicologia per reagire
Diverse paia di scarpe rosse (soprattutto in Italia, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne) lasciate in piazza per sensibilizzare l’opinione pubblica.
Venerdì scorso, in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999 per il 25 novembre (data scelta in ricordo dell’uccisione delle sorelle Mirabal, avvenuta nel 1960 a Santo Domingo perché si opponevano alla dittatura del regime di Rafael Leónidas Trujillo), l’associazione “Progetto Donna” ha allestito in Piazza Vittorio Emanuele II un gazebo informativo e di sensibilizzazione per invitare ad ascoltare e riflettere anche attraverso l’arte; è stata esposta infatti un’opera molto significativa di Graziana Minoia.
Un’iniziativa, quella denominata “No alla violenza” (patrocinata dal Comune di Monopoli) che ha coinvolto Centri Antiviolenza, associazioni ed istituti scolastici superiori cittadini. Dal 17 al 27 novembre scorsi, infatti, le vetrine dei negozi del centro sono state allestite con le opere realizzate dagli studenti, che hanno ricevuto un attestato di partecipazione per la massiccia adesione.
La manifestazione è entrata nel vivo venerdì mattina con una dimostrazione delle tecniche di base di autodifesa e di psicologia per reagire a cura dell’associazione Ohana di Bari con i maestri Andrea Moresca e Raffaele Spinelli e, la psicologa Cornelia Pirulli: “Neutralizzare l’aggressore, colpendolo ai punti deboli (viso, gola e genitali) e fuggire” è quello che chiunque si trovi in una situazione di pericolo deve fare. Per questo, un vero e proprio corso di autodifesa sarà proposto prossimamente anche a Monopoli.
Per l’occasione, era presente il Consigliere Comunale con delega allo sport Cristian Iaia che ha dato piena disponibilità a collaborare da parte dell’Amministrazione Comunale.
Nel pomeriggio, invece, oltre alla presenza dei clown (un simbolo per riflettere), anche l’arpista Lucia Pavone ha lanciato, attraverso la musica, l’accorato appello: “no alla violenza”.

