Il Sindaco Romani ha prospettato ipotesi sul da farsi in un incontro a Palazzo di Città
Lunedì della scorsa settimana, il Sindaco Emilio Romani ha ricevuto sulla sua scrivania un compromesso stipulato tra il Gruppo Morosi ed una nuova società di gestione di centri commerciali risoluta a rilevare la GMM (così come avrebbero fatto i Lacarra), costruire e, gestire il centro commerciale da realizzarsi sulle ceneri dell’ex Ceramica delle Puglie, rimettendo tutto in discussione.
Ieri pomeriggio, mentre gli ex lavoratori (ancora in attesa del reintegro o di una buonuscita) hanno atteso notizie nel vestibolo al primo piano di Palazzo di Città, il Primo Cittadino ha incontrato, in separata sede, la proprietà nella propria Stanza: «ho voluto dire personalmente al dott. Lazzarini quali sono le cose che potrebbero rimettere in pista un ultimo rinnovo di autorizzazione» ha commentato al termine del confronto, aggiornando sulla situazione.
Se dopo il vuoto lasciato dai Lacarra, il Comune di Monopoli si stava preparando a dare parere negativo in Conferenza dei Servizi per «chiudere questa partita con la convinzione che non c’erano elementi per poter dare una nuova autorizzazione», l’ultima in virtù di quanto stabilito dalla nuova legge sul commercio (che prevedrebbe la concessione di soltanto due sole proroghe) e che, se così fosse a giugno 2019 trasformerebbe quei 27-30 mila mq di superficie commerciale in 4000 mq commerciali ed il resto in zona industriale-artigianale, facendo perdere inevitabilmente valore a quell’area, il compromesso con un preliminare con una cifra maggiore dei 250 mila euro «che abbiano dato e perso i Lacarra», in cui c’è una data di cantierizzazione a febbraio, un investimento di 60 milioni di euro ed un centro commerciale «che farà ballare 5-600 posti di lavoro al netto di quelli che sono gli atti d’obbligo degli ex lavoratori» rappresenta un barlume di speranza che induce a tentare il tutto per tutto. D’altronde, in caso contrario, rimarrebbero «solo cause per farsi chiedere scusa anche per tutti gli anni di attività amministrativa che noi ci abbiamo rimesso e, la restituzione degli oneri di urbanizzazione, che si aggirerebbero intorno agli oltre due milioni di euro, che il Comune ha incassato – ha asserito Romani – e che dovremmo restituire alla proprietà».
«Noi siamo in attesa di ricevere dalla controparte alcune risposte dal cui tenore si determineranno alcune questioni – ha aggiunto il Primo Cittadino – noi abbiamo posto delle condizioni alla GMM; se, la società accetterà con un atto unilaterale d’obbligo, che la pubblica amministrazione chiederà alla GMM che, nel caso in cui il centro commerciale non si farà, ci dovranno essere delle opere pubbliche che andranno realizzate, una sorta di risarcimento di opere di valenza strategica che devono rimanere alla città. Oggettivamente non è più il tempo della fiducia e del dialogo e solo così – ha infine concluso – si può pensare di dare a questa questione un’opportunità».
Il 15 dicembre è infatti la data ultima in cui scatterebbe il silenzio-assenso; ciò nonostante, il Sindaco ha manifestato la volontà di voler dare una risposta chiara ed inequivocabile: si oppure no. La Conferenza dei Servizi potrebbe tenersi a fine novembre o il 12 e 13 dicembre prossimi.
Quello che è indubbio è che, non appena si avranno notizie dalla proprietà, ci sarà un aggiornamento, motivo per cui è stato consigliato agli ex lavoratori (che hanno tenuto un incontro a porte chiuse con la GMM alla presenza del Consigliere Comunale con delega al Lavoro Luigi Colucci) di fare soltanto delle ipotesi di accordo di massima, senza scendere nei dettagli perché sarebbe opportuno aggiornarsi un po’ più avanti.

