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Occidente, Oriente, Migrazioni transmediterranee

Buona la prima di lineamediterranea – Prove di dialogo

Buona la prima della quinta edizione di lineamediterranea “Prove di dialogo”, la rassegna internazionale di Arti, Musica e Cinema che il chiostro di Palazzo San Martino ospiterà sino al 27 agosto prossimo in una tre giorni realizzata dall’Associazione ARK di Monopoli con il patrocinio del Comune di Monopoli, la Provincia di Bari, la Regione Puglia e l’Università di Bari Aldo Moro con la direzione artistica di Alessio Alba e Francesco Conversano in collaborazione con Paola Zaccaria e Lorena Carbonara del gruppo di ricerca S/murare il Mediterraneo dell’Università di Bari.

Ieri sera, si è tenuto un evento – dialogo che si è proposto d’indagare il tema Occidente-Oriente e Migrazioni transmediterranee in ambito sociale, musicale, visuale e letterario.

“Come spiegare il «desiderio di Occidente» che alimenta imponenti flussi migratori? Opportunità economiche a parte, qui c’è anche la volontà di accedere a una specifica geografia culturale e umana che si è costituita nei secoli come una «eccezione». Eccezione imperfetta, certo, eppure capace di garantire, attraverso rotture rivoluzionarie intrinseche al paradigma occidentale, conquiste come il riconoscimento dell’individuo, la separazione tra religione e politica, il diritto al dissenso individuale e collettivo, l’idea che si possa e si debba lottare contro un potere iniquo… Anche questo è Occidente, e oggi il suo stato di eccezione viene paradossalmente colto più da uno sguardo esterno che da uno interno.”

Presente, un board di esperti internazionali: Kegham J Boloyan, poeta, saggista, docente di Lingua e Letteratura araba; Paola Zaccaria, docente di Studi culturali e visuali, autrice del ri-editato “La lingua che ospita. Poetiche, politiche, traduzioni”, Meltemi ed., 2017; Giovanni Di Maria, documentarista e promotore di intercultura e tradizioni popolari del bacino Mediterraneo; Admir Shkurtaj, musicista e compositore, hanno dialogato con Franco La Cecla, antropologo, scrittore e docente in importanti università in Europa e Stati Uniti, sui contenuti del suo libro Elogio dell’Occidente, Eleuthera ed. 2016.

Inoltre, per l’occasione, il musicista e compositore d’origine albanese Admir Shkurtaj e l’italiano Giorgio Albanese hanno altresì dialogato in musica attraverso il loro strumento: la fisarmonica ed il pianoforte, in un concerto che alternerà alle tradizioni balcaniche e mediterranee, la musica contemporanea e quella di improvvisazione jazz.

La serata si è conclusa con proiezioni video dell’opera dello scultore greco Costas Varotsos: “L’approdo: opera all’umanità migrante. La tragedia della Kater I Rades” (2014), a cura di Paola Zaccaria.

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I PROSSIMI APPUNTAMENTI

26 e 27 agosto ore 21:15

Legati al tema della migrazione i film-documentari del 26 e 27:

“C’è un posto per me nel mondo (2016)”, di Francesco Conversano e Nene Grignaffini, sul percorso di una giornalista moldava che giunta in Italia come colf diventa scrittrice.
Dialogheranno in sala il giornalista RAI Gaetano Prisciantelli, il regista Francesco Conversano e la protagonista del film, Lilia Bicec.

“La nave dolce (2012)”, di Daniele Vicari, sul tema dell’immigrazione albanese in Italia e lo sbarco nel porto di Bari della nave Vlora nel 1991. Dialogheranno la giornalista di Repubblica Antonella Gaeta, Eva Karafili, una protagonista-testimone della storia della Vlora, e Luigi Cazzato, docente di Culture postcoloniali e componente del gruppo di ricerca “S/Murare il Mediterraneo”.