emerge oggi uno stridente contrasto esistente nella nostra amatissima regione. Un dualismo perfettamente contrapposto come il giorno e la notte, come il sì e il no, come l’amore e l’odio, come la bellezza e la bruttezza, come il bianco e il nero, come l’onestà e la disonestà. La Puglia è caratterizzata da un “marchio” dagli estremi più e meno, come polarizzati in una batteria, che si attraggono e si respingono continuamente.
E vedo anche un terzo contrasto. Se la politica se ne accorgesse in tempo, potrebbe risolvere in meglio l’esistente conflittualità tra il lavoro e la disoccupazione. Mi riferisco alla luminosa attività imprenditoriale pugliese in atto, cosiddetta 4.0, con in primis l’esempio della straripante intraprendenza della monopolitana Mermec, famosa ormai in tutto il mondo per la ricerca e la fornitura della tecnologia ferroviaria avanzata. Una fonte inesauribile dispensatrice di lavoro per giovani ingegneri e tecnici dovuta alla instancabile attività del suo ceo Vito Pertosa.
Tutto questo appare nettamente in contrasto con la strafottente inezia della pubblica amministrazione in genere per ciò che riguarda l’assoluta mancanza di una miriade di lavori di manutenzione, sia delle opere pubbliche che di tutto l’arco ambientale pugliese. Sta di fatto che i nostri politici preferiscono demolire e ricostruire, tagliare e ripiantare viali alberati, ma niente più opere manutentive ordinarie e straordinarie. Se si attivasse un’inversione d’intenti ci sarebbe lavoro per tutti e si ridurrebbero i deleteri dualismi.