«Una problematica che quasi sempre diventa una risorsa del territorio»
L’Associazione Monopoli 5 Stelle interviene in merito alla spinosa questione della nascita di un centro di accoglienza per immigrati sul territorio comunale attraverso la nota che vi riportiamo quì di seguito integralmente, sostenendo convintamente che la partecipazione allo SPRAR avrebbe potuto trasformare la problematica in risorsa come quasi sempre accade.
LA NOTA
In relazione all’incontro tenutosi a Sicarico per discutere dell’eventualità della creazione di un centro di accoglienza per immigrati presso la struttura dell’ex Gemini 2, cui hanno partecipato gli assessori dell’U.D.C. Lacatena ed Annese insieme ai residenti e ai cittadini di Monopoli, e a riguardo delle successive dichiarazioni dell’assessore Perricci, l’Associazione Monopoli 5 stelle, per dirimere ogni equivoco creato ad arte, precisa quanto segue:
1) l’arrivo e l’accoglienza degli immigrati è un obbligo di legge e non è dipendente dalla volontà di un’amministrazione comunale o dei cittadini e, in quanto legge, va applicato ed è stato già comunicato da tempo al Comune di Monopoli;
2) riteniamo gravissimo che nell’incontro pubblico, strumentalizzando la disinformazione e puntando sullo stato di preoccupazione della gente, la problematica sia stata posta sul piano della contrapposizione tra chi è favorevole e chi è contrario all’immigrazione e riteniamo che debba essere stigmatizzata la dichiarazione di un assessore che, in quanto tale rappresenta lo Stato ed è tutore dell’applicazione della legge, non può inneggiare ad “una battaglia con tanto di barricate” contro l’arrivo dei migranti;
3) consideriamo altrettanto grave l’affermazione da parte dei due amministratori di “essere all’oscuro” di quanto stava accadendo in quanto questo dimostra come chi deve gestire e controllare il territorio non sappia nemmeno cosa accade su di esso;
4) la nostra presenza all’incontro ha avuto l’obiettivo di informare la popolazione della reale situazione e di far presente a tutti che l’Amministrazione, scientemente o no, non ha messo in atto quanto possibile per gestire in maniera meno traumatica la situazione con una soluzione che ci avrebbe permesso di avere il giusto rapporto tra gli obblighi di accoglienza e le esigenze dei cittadini che, in termini concreti, si traduce nel fatto che il comune di Monopoli non ha aderito al bando SPRAR di cui noi abbiamo parlato e poi gli altri, assenti, si sono impossessati della proposta.
E’ bene, inoltre, fare chiarezza su quest’ultimo aspetto.
Un’amministrazione di fronte all’obbligo di accogliere i migranti ha due possibilità:
a) aderire, in seguito ad un decreto d’urgenza stabilito dal prefetto, ad un bando CAS-CARA ossia alle procedure per creare un centro di accoglienza sul suo territorio. Il comune, in altre parole, aderisce al bando e, se non è in possesso di strutture adeguate, lascia ai privati, vincitori del bando, il dovere di trovare un’area attrezzata in cui accogliere i migranti che, in base alla clausola di salvaguardia citata dall’assessore Perricci, per Monopoli è di 171 persone. Quest’area però, per urgenza e necessità e vista la sua capienza, può anche arrivare a contenere molti più immigrati (questo conviene a chi gestisce questi centri in quanto ricevono soldi per ogni migrante presente) i quali, dopo l’identificazione, sono liberi di muoversi sul territorio a prescindere dalla capacità dello stesso di avere gli strumenti per un controllo che permetta una convivenza serena e pacifica tra i migranti stessi e i residenti;
b) aderire al bando SPRAR ovvero il comune aderisce ad un bando che, se il comune stesso non ha la possibilità di soddisfarlo in prima persona, lascia ai privati il compito di trovare edifici, case e appartamenti per accogliere quegli immigrati che già hanno fatto un percorso di inserimento e che sono molto spesso appartenenti a pochi nuclei familiari. Se la clausola di salvaguardia impone a Monopoli l’accoglienza di 171 immigrati (che non possono aumentare come avviene per il CAS) chi gestisce e organizza l’accoglienza, con il supporto dei servizi sociali, può decidere, in base alle disponibilità dei posti, di accogliere poche persone alla volta cercando, nel giro dei 3 anni stabiliti dal bando, di arrivare, gradualmente, all’accoglienza di tutte le 171 persone e, laddove fosse impossibilitato a farlo per l’intero numero, di poter comunque presentare una documentazione comprovante l’impossibilità ad adempiere a pieno il proprio compito.
Comuni, non certo pro immigrazione, come Verona hanno accettato di buon grado di aderire allo SPRAR avendo così, come altri comuni virtuosi, la possibilità di gestire proficuamente una problematica che quasi sempre diventa una risorsa del territorio, con l’inserimento dei migranti nella produttività e nel tessuto sociale.
Detto questo pensiamo che sia chiaro a tutti come i nostri amministratori abbiano dimostrato la loro completa incapacità nel gestire tutta questa problematica provocando, di fatto, un danno a tutti i monopolitani. Per Monopoli, in teoria, sarebbe possibile aderire urgentemente ad un nuovo bando SPRAR ma questo non avrebbe alcun esito positivo visto che comunque ci sarà un centro di accoglienza e da un centro di accoglienza “non si scappa” (forse)… e se arrivassero 300 migranti in un villaggio vicino al mare?
Meditate monopolitani, meditate.

