ULIVI DELLA PUGLIA VERSO LA DISTRUZIONE.
La Xylella non si ferma, ma avanza inesorabilmente.
A denunciarlo sono Enrico Bucci e Giovanni Martelli, due ricercatori dell’Accademia dei Lincei.
Un anno fa gli ulivi distrutti erano 1 milione. Oggi sono 2 milioni.
Dal Salento, con molti campi distrutti, l’infezione prosegue verso il Brindisino e la Terra di Bari.
Le misure messe in campo dalla Regione Puglia sono inefficaci.
Le soluzioni prospettate da sedicenti ambientalisti e grandi parlatori si sono rivelate fallimentari.
La Commissione della Regione Puglia, presentata come “task force” risolutiva, è inutile, costosa e controproducente.
Ne fanno parte alcuni che non conoscono il fenomeno scientificamente, ma abbondano in dichiarazioni.
Occorre affrontare la questione con decisione, senza strumentalizzazioni politiche, a cominciare dai vertici istituzionali e dirigenziali.
La Xylella è un batterio che vive nei vasi conduttori del tronco, difficile da eliminare, poiché non disponiamo di antibiotici specifici né si possono impiegare a largo raggio in ciascuna pianta.
La decisione di alcuni magistrati per il blocco degli espianti è errata.
L’originario Piano Silletti, che prevedeva l’istituzione di fasce di protezione con l’eradicamento degli ulivi entro i 100 metri dalle piante infette e la pulizia dalle erbe infestanti dove vive il vettore della “sputacchina”, deve essere ripreso e messo in atto con immediatezza.
Insieme all’obbligo per i proprietari di impiegare tutte le buone pratiche agricole.
Salviamo gli ulivi, l’agricoltura, il turismo, la Puglia.
Prima che sia troppo tardi e la nostra terra diventi una landa desertica !
Prof. Stefano Carbonara
Agronomo, cultore e scrittore di storia locale.

