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Xylella Fastidiosa, il parere di Stefano Carbonara

ULIVI DELLA PUGLIA VERSO LA DISTRUZIONE.

La Xylella non si ferma, ma avanza inesorabilmente.

A denunciarlo sono Enrico Bucci e Giovanni Martelli, due ricercatori dell’Accademia dei Lincei.

Un anno fa gli ulivi distrutti erano 1 milione. Oggi sono 2 milioni.

Dal Salento, con molti campi distrutti, l’infezione prosegue verso il Brindisino e la Terra di Bari.

Le misure messe in campo dalla Regione Puglia sono inefficaci.

Le soluzioni prospettate da sedicenti ambientalisti e grandi parlatori si sono rivelate fallimentari.

La Commissione della Regione Puglia, presentata come “task force” risolutiva, è inutile, costosa e controproducente.

Ne fanno parte alcuni che non conoscono il fenomeno scientificamente, ma abbondano in dichiarazioni.

Occorre affrontare la questione con decisione, senza strumentalizzazioni politiche, a cominciare dai vertici istituzionali e dirigenziali.

La Xylella è un batterio che vive nei vasi conduttori del tronco, difficile da eliminare, poiché non disponiamo di antibiotici specifici né si possono impiegare a largo raggio in ciascuna pianta.

La decisione di alcuni magistrati per il blocco degli espianti è errata.

L’originario Piano Silletti, che prevedeva l’istituzione di fasce di protezione con l’eradicamento degli ulivi entro i 100 metri dalle piante infette e la pulizia dalle erbe infestanti dove vive il vettore della “sputacchina”, deve essere ripreso e messo in atto con immediatezza.

Insieme all’obbligo per i proprietari di impiegare tutte le buone pratiche agricole.

Salviamo gli ulivi, l’agricoltura, il turismo, la Puglia.

Prima che sia troppo tardi e la nostra terra diventi una landa desertica !

Prof. Stefano Carbonara

Agronomo, cultore e scrittore di storia locale.