La lavanda dei piedi e la visita agli Altari della Reposizione
Dopo la Domenica delle Palme, anche quest’anno, i riti della Settimana Santa, questa sera, sono entrati nel vivo con il Giovedì Santo che conclude la Quaresima (iniziata con il Mercoledì delle Ceneri) ed è preludio del Triduo Pasquale per la commemorazione della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù (che ha il suo fulcro nella solenne Veglia pasquale e si conclude con i secondi vespri della Domenica di Pasqua) con la celebrazione della Santa Messa “in Coena Domini” presieduta nella Basilica Cattedrale “Maria SS della Madia” dal Vescovo della Diocesi Conversano-Monopoli, Mons. Giuseppe Favale, durante la quale si è rivissuta la rituale lavanda dei piedi, praticata da Gesù Cristo ai dodici apostoli nell’Ultima Cena.
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio se ne tornava, si alzò da tavola, depose le sue vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse. Poi mise dell’acqua in una bacinella, e cominciò a lavare i piedi ai discepoli, e ad asciugarli con l’asciugatoio del quale era cinto. (Gv, 13: 2-5)
Un gesto simbolico – in passato fatto dal servo verso il padrone – con il quale Gesù volle insegnare ai suoi ad amarsi gli uni gli altri, mentre la propria ora si approssimava.

Come ogni anno, infine, i fedeli hanno fatto visita agli Altari della Reposizione, impropriamente denominati “Sepolcri”, dove è riposta e conservata l’Eucarestia al termine della messa vespertina e sino all’indomani, nel giorno del Venerdì Santo.

