L’indignazione dell’A.N.A.S. Regione Puglia e sede zonale di Monopoli
Ha a dir poco dell’inverosimile la vicenda di cui è stata vittima una residente del centro storico di Monopoli, “colpevole” di aver collocato una pianta in vaso (ceduta dal titolare di una vicina attività commerciale) dove un’attività commerciale lasciava i sacchi dei rifiuti da cui fuoriusciva percolato.
A denunciarlo, manifestando la propria indignazione è Anna Capra, Presidente dell’A.N.A.S. Regione Puglia e sede zonale di Monopoli con una nota inviata alla stampa, che vi riportiamo qui di seguito.
La residente è stata infatti sanzionata dagli agenti del locale Comando di Polizia Municipale per occupazione di suolo pubblico; nonostante i recenti accadimenti circa la collocazione di piante per abbellire gli scorci della città vecchia, qualora quest’ultima non si comunichi ai Vigili Urbani con la compilazione di un’apposita domanda corredata da marca da bollo da 16 euro (almeno per occupazione inferiore ad un metro quadro) si incorre in multe salate.
In qualità di Presidente dell’A.N.A.S. Regione Puglia e sede zonale di Monopoli mi sono trovata di fronte ad un caso davvero increscioso e alquanto paradossale. Una nostra socia, residente in una delle vie più turistiche della città di Monopoli, via Garibaldi, si è trovata vittima di una multa per occupazione suolo pubblico, per aver spostato una pianta, neanche di sua proprietà, davanti all’ingresso della sua abitazione, per impedire il ripetuto e continuo abbandono dei rifiuti con conseguente perdita di percolato maleodorante davanti alla sua soglia. Tale operazione è avvenuta dopo diverse segnalazioni fatte, sia verbalmente che con foto, al comando dei vigili urbani. Alla signora oltre al danno le è stata recapitata la beffa di un verbale di 168 euro. Sicuramente esagerato e fuori luogo, soprattutto per il fatto di specie in cui si cercava di tutelare un diritto alla salute e all’igiene, evitando l’abbandono dei rifiuti e lo sversamento del percolato, come si evince dalle foto in allegato.
Forse la colpa della nostra socia è stata quella di non aver comunicato adeguatamente il cambio di destinazione d’uso da spazzatura a fioriera?
Non credo che si possa contribuire al rispetto del quieto vivere e della civiltà utilizzando tali provvedimenti, che vessano i cittadini e li utilizzano come bancomat per ingrassare le casse della polizia municipale.
Siamo dispiaciuti che tali comportamenti invece di contribuire al mantenimento della pulizia e dell’ordine, sono mirati al conseguimento solo “del far cassa”, incentivando discordia e astio tra residenti e commercianti già fortemente sotto pressione.
Al fine ci chiediamo chi impartisce queste direttive? La politica di qualche assessore o suo sodale delegato, che sempre meno intravediamo tra la gente o i comportamenti di qualcuno che invece di prevenire i problemi, li acuisce?
Presidente Anna Capra

