La richiesta avanzata da alcuni attivisti del Movimento 5 Stelle
Il 13 giugno scorso, alcuni attivisti che si rifanno alle idee del M5S, sensibili tanto alla riduzione dei rifiuti quanto al non spreco di cibo – inneggiato anche da Papa Francesco – hanno elaborato una richiesta al Sindaco ed a chi di competenza, per l’adozione in tutte le mense del “lunch box” che, nel caso della mensa Comunale per i meno abbienti, si suggerisce a carico dei Servizi Sociali.
LA RICHIESTA
All’attenzione dell’ill.mo Sindaco
Emilio Romani
E p.c.c.
Al Presidente del consiglio
Aldo Zazzera
E p.c.c.
All’Assessore Stato Sociale
Rosanna Perricci
OGGETTO: RICHIESTA ZERO RIFIUTI IN MENSA
PREMESSO CHE
L’art.9 della Carta Costituzionale così dispone: La Repubblica … tutela il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico;
la Legge Regionale n. 16 del 10 aprile 2015, così come modificata dalla Legge Regionale n.1 del 15 febbraio 2016, stabilisce all’art. 1, comma 1: “1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 7 della legge regionale 30 dicembre 2011, n. 38 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2012 e bilancio pluriennale 2012‐2014 della Regione Puglia), con l’applicazione delle relative premialità, ex commi 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, per l’anno 2016, i comuni possono avvalersi della possibilità di applicazione dell’aliquota validata nell’anno 2013 se ricorrono entrambe le seguenti condizioni: a) realizzazione nel mese di giugno 2016 di un incremento della raccolta differenziata pari ad almeno il 5 per cento in più rispetto al dato comunicato nel mese di novembre 2015; b) attivazione delle best practices presenti nel Programma Regionale della Produzione di Rifiuti, allegato al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani (Parte II ‐ 01 Programma sulla riduzione della produzione dei rifiuti) quali, a titolo indicativo: incentivazione del compostaggio domestico e del compostaggio collettivo, riduzione della produzione di bottiglie di plastica attraverso l’installazione di distributori di acqua pubblica (cd. Acqua del Sindaco), introduzione della pratica degli Acquisti verdi (GPP‐ Green Public Procurement), esecuzione di campagne di comunicazione e sensibilizzazione nelle scuole, mensa sociale e rivolte anche al resto della cittadinanza”.
CONSIDERATO CHE
le scuole dovrebbero educare ad una cultura del riciclo e della sostenibilità e non all’usa e getta con conseguente spreco di risorse;
gli effetti del costante consumo di alimenti in stoviglie di plastica non sono noti nel lungo termine ma è noto che gli idrocarburi non saranno eterni;
con un lunch box (contenitore infrangibile per il trasporto e il consumo del cibo) riutilizzabile si può eliminare la plastica, attualmente utilizzata in grandi quantità, durante la somministrazione dei pasti ai ragazzi delle scuole in quanto, dopo aver pranzato, i ragazzi lo riporteranno a casa dove sarà lavato e ripulito;
l’iniziativa avrebbe anche un valore pedagogico, eliminando o abbattendo lo spreco di cibo, obiettivo a cui si tende nei tavoli di lavoro tematici intrapresi da questa amministrazione: esistono, infatti, criticità relative agli scarti alimentari che finiscono nella spazzatura (spreco), nonostante il tutto sia stato pagato dalle famiglie;
tale progetto educativo di sostenibilità ambientale ha come obiettivo quello di sviluppare il rispetto per l’ambiente nelle nuove generazioni e può rientrare, a pieno titolo, nella programmazione scolastica;
questo progetto permetterebbe ai docenti di insegnare ai bambini ad attuare comportamenti responsabili, come previsto dalle indicazioni ministeriali, facendo ulteriormente comprendere il valore della conservazione delle risorse naturali attraverso il riuso degli oggetti e la riduzione dei rifiuti;
Nel caso della mensa sociale, invece, tale pratica permetterebbe ai frequentatori della stessa, magari di affrontare anche la cena e non praticare il digiuno.
Tanto premesso, gli istanti
CHIEDONO
alla S.V. Ill.ma di attivare la possibilità dell’utilizzo del “lunch box”, nelle modalità che riterrà opportune, per il consumo dei pasti e per dare la possibilità agli alunni di portare il cibo non consumato a casa, riducendo se non azzerando, lo spreco di cibi e riducendo la produzione di rifiuti.
Monopoli, 13/06/2016

