Pur essendo un argomento curioso, parlare pubblicamente del completamento della Giunta Comunale rimane – ancora per il momento – un tabù.
D’altronde, all’indomani dell’elezione del Sindaco Emilio Romani – che era riuscito a far convergere – nonostante le beghe politiche esistenti – la maggioranza nuovamente sul suo nome, il varo della nuova Giunta Comunale attraverso l’assegnazione dei vari assessorati aveva già creato scompiglio, producendo la “disaffezione” dei consiglieri comunali NCD Piero Palmisano (l’unico riconciliatosi con la maggioranza di Governo e perciò oggi parte integrante del nuovo gruppo consiliare UDC-NCD), Angela Pennetti e Pietro Barletta (rimasti, invece, consiglieri indipendenti).
La verifica di metà mandato fissata per lo scorso mese di dicembre, al contrario di quanto avvenuto durante l’Amministrazione Romani 2008-2013, non ha prodotto alcun effetto: la già mini-giunta è rimasta “monca” di un assessorato, quello all’Attuazione del Programma che, con le “obbligate” dimissioni di Giovanni Copertino da candidato al Consiglio Regionale, risulta ancora scoperto (per quanto fosse indispensabile per l’azione amministrativa).
Quello che non è chiaro è se il Primo Cittadino – in virtù delle deleghe consiliari assegnate (meno quella all’ecologia per via delle dimissioni di Sergio Marasciulo e della sanità, recentemente ritirata a Francesco Sorino) – non abbia più bisogno di affidare i due assessorati rimasti vacanti oppure se il rimpasto di giunta porterebbe ad un’ennesima – e stavolta insanabile – frattura all’interno della maggioranza, con conseguente perdita dei “numeri” in Consiglio Comunale per approvare i vari provvedimenti.
Quest’ultimo aspetto, però, potrebbe avere anche non poche ripercussioni sul futuro scenario politico in vista delle prossime Elezioni Comunali 2018 (alle quali – dopo due mandati – non si potrà più candidare la carismatica figura di Emilio Romani) e, che potrebbe acuire la contrapposizione tra Area Popolare (UDC-NCD) e Federazione Civica (Cittadini in Movimento di Sorino e Patto con la Città). Staremo a vedere come si evolveranno gli scenari.
Tuttavia, se la destra riuscisse ancora una volta ad uscire compatta dalla discussione, magari trovando un compromesso sul futuro candidato Sindaco (tra cui c’è chi forse spera che gli sia proposta questa possibilità) o – nel peggiore dei casi (per modo di dire) – passando dalle primarie, a sinistra la situazione è ancora tutta da delinearsi: ci sarà un’unione con il centro, oppure quest’ultimo andrà per conto suo come durante la scorsa tornata elettorale, sostenendo un candidato sindaco di estrazione civica? Il Partito Democratico arriverà compatto alla decisione? Si sceglierà di preferire un volto nuovo oppure una vecchia conoscenza? Poi, invece, resta l’incognita 5 Stelle: staremo a vedere se stavolta i pentastellati riusciranno a fare la quadra tra i vari “gruppi”.
Tuttavia, l’amministrazione della «cosa pubblica» esula da queste competenze. Non è affatto una materia semplice; necessita di oculate manovre come se ciascun aspetto costituisse la ruota del medesimo ingranaggio che deve funzionare sincronicamente.

