Un falso appartenente alle forze dell’ordine si fa consegnare gioielli e contanti prima della fuga, ma l’intervento dei familiari e il tempestivo blitz interforze portano al fermo dei sospettati e al recupero dell’intera refurtiva
Attimi di grande tensione e paura nei giorni scorsi, a Monopoli, dove una tranquilla giornata si è trasformata in un incubo per un’anziana signora e per sua nipote. Un copione purtroppo già visto, quello del falso incidente o del familiare in pericolo, ma che grazie alla prontezza della famiglia e alla fulminea reazione delle forze dell’ordine si è concluso con l’arresto dei presunti responsabili e il recupero totale della refurtiva.
La telefonata del terrore e la trappola in casa
Tutto è iniziato con una chiamata telefonica arrivata sul fisso dell’abitazione. Dall’altra parte della cornetta, un uomo con fare autoritario e allarmante, qualificatesi come un appartenente alle forze dell’ordine. Con toni concitati, il truffatore ha convinto la vittima che un suo stretto congiunto si trovava in grave pericolo e in stato di fermo, prospettando la necessità di un risarcimento economico immediato per evitare conseguenze peggiori.
Un raggiro psicologico spietato che ha gettato l’anziana in un profondo stato di agitazione e confusione. Poco dopo, uno dei malviventi si è presentato direttamente alla porta di casa della donna, facendosi consegnare tutti i risparmi disponibili in contanti — circa 1.590 euro — e preziosi monili in oro di famiglia, percepiti come beni di inestimabile valore non solo economico, ma soprattutto affettivo.
L’arrivo della nipote e l’aggressione nel condominio
Il piano della banda, tuttavia, ha iniziato a scricchiolare quando la nipote dell’anziana, allertata tempestivamente, è accorsa nell’abitazione per sincerarsi della situazione e prestare soccorso alla nonna.
Nel disperato tentativo di guadagnarsi la fuga con il bottino, il truffatore non ha esitato ad aggredire la giovane donna proprio all’interno del condominio. Un momento di forte pericolo, che però ha permesso di mobilitare immediatamente i soccorsi e far scattare l’allarme generale.
L’inseguimento e la rete stretta tra Monopoli, Bari e Martina Franca
La risposta del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Monopoli è stata immediata. Gli agenti, giunti sul posto in tempi record, hanno raccolto le prime e fondamentali testimonianze, tracciando l’identikit del sospetto e intercettando rapidamente il veicolo utilizzato per la fuga.
Da quel momento si è mossa una fitta rete di collaborazione interprovinciale: i “Falchi” della Squadra Mobile di Bari e il personale del Commissariato di Martina Franca hanno blindato le arterie stradali, localizzando l’auto a Martina Franca e bloccandola a un apposito posto di blocco. La perquisizione ha permesso di ritrovare l’intera refurtiva — denaro e gioielli — immediatamente restituita ai legittimi proprietari.
Nel frattempo, il cerchio si è chiuso anche sul presunto complice: un giovane di 18 anni, di origini egiziane, è stato intercettato dalla Polizia Ferroviaria di Taranto mentre cercava di salire su un treno diretto a Bari. Nonostante avesse tentato di far perdere le proprie tracce, il ragazzo indossava ancora la vistosa tuta ginnica a quadri immortalata dalle telecamere di sorveglianza nei pressi dell’abitazione di Monopoli.
L’epilogo
Per i due uomini si sono aperte le porte del carcere di Taranto, dove si trovano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria con l’accusa di truffa aggravata e rapina impropria. Resta l’amaro in bocca per la violenza psicologica subita dall’anziana e dalla nipote, ma anche il forte segnale di efficienza lanciato dalle forze dell’ordine sul territorio di Monopoli e della Puglia ionico-adriatica.

