L’Ospedale di Acquaviva delle Fonti introduce un sistema d’avanguardia per la diffusione controllata del suono nelle incubatrici. Grazie al Rotary Club, la musica affianca la marsupioterapia e la family room per un percorso assistenziale unico in Puglia
Tra il rumore costante dei monitor multiparametrici, il sibilo ritmico dei dispositivi di ventilazione e gli allarmi che scandiscono i secondi, il reparto di Terapia Intensiva Neonatale (TIN) si presenta da sempre come un ecosistema ad altissima densità tecnologica. Luoghi straordinari in cui si salva la vita dei nati prematuri o affetti da gravi patologie, ma che per la loro stessa natura impongono un impatto sensoriale complesso e talvolta destabilizzante sul neonato. Da oggi, all’Ospedale “F. Miulli” di Acquaviva delle Fonti, questo orizzonte acustico si arricchisce di una nuova, rivoluzionaria componente terapeutica: la musica.
È stato infatti avviato un innovativo progetto che vede l’ingresso ufficiale della musicoterapia direttamente all’interno delle incubatrici. L’iniziativa è stata resa possibile dalla generosa donazione del Rotary Club Acquaviva – Gioia del Colle (Distretto 2120), che ha finanziato e installato un avanzato sistema dedicato alla diffusione controllata e protetta del suono negli spazi vitali dei piccolissimi degenti.
Un ponte acustico con il grembo materno
Non si tratta di un semplice intrattenimento sonoro o di un sottofondo ambientale, ma di un vero e proprio protocollo di supporto clinico. Il sistema permette di trasmettre selettivamente la voce registrata dei genitori, ninne nanne strutturate, melodie appositamente selezionate dai nuclei familiari o brani musicali già ascoltati dalla madre durante i mesi della gestazione.
Il tutto avviene nel rispetto di rigidissimi parametri medici: il volume, le frequenze e i tempi di esposizione sono rigorosamente calibrati per non sovraccaricare il delicato apparato uditivo e neurologico del prematuro, integrandosi armoniosamente con l’ambiente della terapia intensiva.
La letteratura scientifica internazionale lo conferma: la musicoterapia in ambito neonatale favorisce una sensibile stabilizzazione dei parametri vitali (frequenza cardiaca, saturazione dell’ossigeno), riduce i picchi di cortisolo causati dalle procedure cliniche invasive e incentiva il rilassamento muscolare, elementi cruciali per il recupero metabolico e lo sviluppo neurologico del bambino. La voce di una madre o di un padre non è solo un suono rassicurante, ma uno strumento bio-fisiologico capace di rimodulare le risposte allo stress del neonato, creando un filo di continuità emotiva tra la vita intrauterina e il tempo sospeso della terapia intensiva.
Il “Modello Miulli” per l’Umanizzazione delle Cure
Questo nuovo tassello non nasce in modo isolato, ma si inserisce all’interno di una filosofia di cura globale che l’ospedale “F. Miulli” persegue da anni. L’obiettivo primario è l’umanizzazione delle cure neonatali, trasformando la TIN da spazio d’isolamento a luogo di condivisione e accoglienza familiare.
Il reparto di Terapia Intensiva Neonatale del Miulli si distingue infatti per una politica di accesso completamente aperta: apertura h24 per i genitori, i quali possono restare accanto ai propri figli in qualsiasi momento del giorno o della notte, annullando quelle barriere temporali che storicamente hanno caratterizzato i reparti intensivi.
In stretta sinergia con la diffusione sonora, l’ospedale promuove attivamente la marsupioterapia (la cosiddetta Kangaroo Care), ovvero la pratica del contatto prolungato pelle-a-pelle tra il neonato e il petto dei genitori. Questa interazione corporea diretta favorisce la termoregolazione naturale del bambino, sostiene l’avvio dell’allattamento al seno e consolida quel legame affettivo interrotto bruscamente dal parto pretermine.
Un’eccellenza esclusiva: la Family Room
A coronamento di questo ecosistema assistenziale incentrato sulla famiglia, il Miulli vanta l’unica Family Room attualmente presente sull’intero territorio della Regione Puglia. Si tratta di un vero e proprio appartamento protetto, adiacente ma strutturalmente separato dalla degenza intensiva, in cui le mamme e i papà possono coabitare giorno e notte con il proprio bambino prima delle dimissioni definitive.
Questo spazio protetto funge da fondamentale “palestra di autonomia”, permettendo ai genitori di sperimentare la cura quotidiana del figlio in totale sicurezza, con il supporto e la reperibilità immediata del personale medico e infermieristico a pochi metri di distanza. Un passaggio graduale e rassicurante che riduce drasticamente l’ansia del rientro a casa, saldando la tecnologia d’avanguardia all’amore della famiglia.

