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Davide Cocozza torna a Monopoli con “Like a Sea of Words”: un tuffo dove le parole diventano creature vive

Dall’11 al 18 luglio 2026, la Chiesetta di San Giovanni ospita la nuova personale dell’artista. Un viaggio intimo tra ironia, ecologia e modi di dire, dopo il successo della tappa romana

 

 

C’è un momento, nella vicenda di ogni artista, in cui il ritorno non è mai semplicemente un ritorno. È piuttosto una verifica, una confessione, una piccola resa dei conti con i propri luoghi. Davide Cocozza torna a Monopoli con una nuova mostra personale, “Like a Sea of Words”, dall’11 al 18 luglio 2026, nella bellissima Chiesetta di San Giovanni. Un luogo raccolto, intimo, quasi segreto, perfetto per accogliere una riflessione che ha il passo lento delle maree e la profondità delle parole quando smettono di essere rumore.

Dalla Capitale al mare: l’evoluzione della poetica di Cocozza

Dopo “Like a Man”, mostra tenuta a Roma presso CBA Studio Legale e Tributario (a cura di Velia Littera, direttrice della Galleria Pavart), Cocozza prosegue il suo viaggio dentro il grande teatro del rapporto tra l’uomo e la natura. Se nella Capitale gli animali diventavano figure umane, maschere morali, specchi ironici e dolorosi della nostra specie, a Monopoli l’artista scende più in basso. Sotto la linea dell’orizzonte, sotto la superficie dell’acqua, là dove le forme si fanno più antiche e il linguaggio torna creatura viva.

Un trittico concettuale: mare, pesci e parole

“Like a Sea of Words” è un titolo facile da ricordare, quasi musicale, ma contiene in sé tre interi universi: il mare, i pesci, le parole. Nella poetica di Cocozza, questi tre elementi non hanno mai una funzione puramente decorativa:

  • Il mare è memoria, abisso, inconscio, origine.

  • I pesci sono presenze mobili, simboli, apparizioni, pensieri che sfuggono alla presa.

  • Le parole sono la materia fragile e potentissima con cui l’essere umano prova a dare un nome al mondo, spesso rovinandolo, qualche volta salvandolo.

In un tempo sempre più superficiale, in cui tutto sembra consumarsi nello spazio breve di uno sguardo distratto, Cocozza sceglie il gesto opposto: immergersi. Non galleggiare, non restare in vetrina, non accontentarsi del riflesso.

“In un mondo umano sempre più superficiale, mi immergo nel profondo alla ricerca di specie, significati e modi di dire.” > — Davide Cocozza

Il linguaggio come fossile visivo: i modi di dire prendono vita

Il mare di Cocozza è abitato da pesci reali e immaginari, creature che sembrano uscite da un bestiario contemporaneo e parole pescate dal linguaggio comune restituite alla loro forza visiva. I modi di dire, in fondo, sono fossili vivi della lingua: “muto come un pesce”, “pesce fuor d’acqua”, “prendere un granchio”, “navigare a vista”, “andare controcorrente”. Espressioni quotidiane che l’artista riporta dentro l’immagine, come se ogni frase potesse diventare corpo, pinna, squama, onda.

La mostra è piccola nel formato, ma non nell’intenzione. Proprio la dimensione raccolta le permette di assumere il carattere di un appunto prezioso, di un taccuino marino, di una camera delle meraviglie dove l’ironia incontra la malinconia e la leggerezza non rinuncia mai alla critica sociale e politica.

La Chiesetta di San Giovanni come un’arca contemporanea

La Chiesetta di San Giovanni diventa così una piccola arca, un luogo di sospensione. Non un museo solenne o uno spazio neutro, ma una vera e propria soglia in cui il mare entra come pensiero, metafora e avvertimento.

Parlare del mare oggi significa inevitabilmente fare i conti con la sua ferita: l’inquinamento, la perdita di biodiversità, la plastica, la distrazione con cui l’uomo continua a trasformare il pianeta in una dispensa e in una discarica. Ma Cocozza non procede mai soltanto per denuncia; la sua arte cerca sempre una possibilità di cura e conserva un residuo di meraviglia. In “Like a Sea of Words” le parole diventano pesci da salvare, i pesci diventano parole da ascoltare, il mare diventa una pagina mobile dove ogni onda scrive e cancella.

Info e Orari del Vernissage

Il percorso dell’artista si rivela coerente e necessario, muovendosi costantemente sui confini: tra umano e animale, tra immagine e messaggio, tra etica e ironia, tra gioco e tragedia.

Il vernissage si terrà sabato 11 luglio 2026, dalle ore 20.00 alle ore 24.00. La mostra resterà visitabile fino al 18 luglio 2026, con ingresso libero per tutta la durata dell’evento.

Non serve il costume, serve lo sguardo. Non serve saper nuotare, serve saper ascoltare. Perché in questo mare non si affonda: si scende in profondità per ricordare che ogni parola, se osservata bene, può ancora brillare come una creatura viva.