I controlli dei Carabinieri e del NIL di Bari in due aziende agricole del territorio. Denunciati i titolari: 49 operai erano senza dispositivi di protezione e formazione
Non si ferma l’azione di contrasto al fenomeno del caporalato e dello sfruttamento del lavoro nelle campagne della provincia barese. Nell’ambito di una campagna straordinaria di controlli mirati, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, supportati dagli specialisti del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Bari, hanno passato al setaccio due aziende del territorio, portando alla luce gravi irregolarità che sono costate ai rispettivi titolari denunce a piede libero e maxisanzioni per un totale di oltre 53.400 euro.
L’attività ispettiva ha preso di mira due distinte realtà produttive nei comuni di Putignano e Conversano, confermando l’alta attenzione delle forze dell’ordine sulla tutela dei diritti dei lavoratori e sul rispetto delle norme antinfortunistiche, particolarmente cruciali nel comparto agricolo.
I dettagli del blitz: lavoro nero a Putignano e zero tutele a Conversano
L’operazione si è divisa in due distinti interventi che hanno fotografato scenari di diffusa illegalità:
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A Putignano: L’ispezione ha riguardato un’azienda agricola attiva nel comparto della coltivazione e raccolta degli ortaggi. Qui i militari hanno accertato la presenza di un lavoratore irregolare, privo di qualsivoglia contratto d’impiego (il cosiddetto “lavoro nero”).
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A Conversano: Lo scenario più critico è emerso in una seconda azienda del posto. Su un totale di 49 lavoratori presenti, ben 11 non erano mai stati sottoposti alle visite mediche obbligatorie per legge. La carenza più grave ha riguardato però la sicurezza generale: nessuno dei 49 operai era stato dotato dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) né aveva ricevuto la formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Denunce e sanzioni: il bilancio dei Carabinieri
Alla luce di quanto emerso, per i titolari delle due attività è scattata la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica. Le accuse contestate riguardano le violazioni della normativa vigente sugli obblighi del dirigente e del datore di lavoro in materia di sicurezza.
Oltre al risvolto penale, l’impatto economico delle sanzioni amministrative e delle ammende notificate alle aziende è stato pesantissimo, raggiungendo la cifra complessiva di 53.400 euro.
Nota di garanzia: È opportuno sottolineare che i procedimenti si trovano attualmente nella fase delle indagini preliminari. All’esecuzione delle attività ispettive seguirà il necessario confronto con la difesa degli indagati. L’eventuale colpevolezza dei titolari in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

