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L’urlo di Monopoli contro il “Fervore Bellico”: Domenica la Marcia della Pace attraversa il cuore della città

Di fronte a un mondo che sembra aver smarrito la via della diplomazia, la società civile, la politica e il mondo dell’associazionismo monopolitano si danno appuntamento domenica 15 marzo. “L’indignazione non basta più: serve una profezia disarmante”

Non è più solo il tempo delle parole, ma quello dei passi. Mentre l’orizzonte internazionale si oscura sotto le nubi di conflitti che sembrano non conoscere fine, Monopoli risponde con la forza mite ma determinata della mobilitazione popolare. Domenica 15 marzo, alle ore 11:00, il cuore pulsante della città diventerà il palcoscenico di una Marcia della Pace che promette di unire generazioni e sensibilità diverse sotto un’unica, imprescindibile parola d’ordine: fermare la follia delle armi.

Una Coalizione Etica e Sociale

L’iniziativa non nasce da una singola sigla, ma da un’inedita e potente convergenza tra la società civile, le forze politiche, la Chiesa cattolica e le fitte reti dell’associazionismo locale. È un fronte comune che ha deciso di aderire al richiamo del Movimento pacifista globale, rivendicando quella che definiscono una “profezia di pace disarmata e disarmante”.
In un momento in cui la retorica del conflitto sembra aver contagiato ogni livello del discorso pubblico, gli organizzatori chiedono un cambio di paradigma: non più la pace come semplice assenza di guerra, ma come scelta attiva, coraggiosa e, soprattutto, visibile.

La Mappa dell’Orrore: Perché Marciare Oggi?

Il documento che indice la marcia è un atto d’accusa durissimo contro la geopolitica attuale. La condanna degli organizzatori è netta e non lascia spazio ad ambiguità, toccando i punti più caldi della crisi globale:
* Il Medio Oriente in Fiamme: Dalla ferma condanna dell’attacco preventivo in Iran alle “tragiche conseguenze” di quella che viene definita una finta tregua a Gaza. Lo sguardo si allunga alle violenze sistematiche in Cisgiordania e al dramma che sta consumando il Libano.
* Il Conflitto in Ucraina: Un’analisi che non dimentica l’estenuante guerra alle porte dell’Europa, un conflitto che sembra essersi trasformato in una tragica routine a cui l’opinione pubblica rischia di assuefarsi.
* Il “Fervore Bellico” Globale: Una critica sistemica a quella corsa al riarmo e a quella mentalità guerresca che sta interessando diversi continenti, trasformando il mondo in una polveriera pronta a esplodere.

“La Vita Vale più della Logica delle Armi”

Il cuore del messaggio è un grido di umanità: “L’indignazione non è più sufficiente”. Gli organizzatori denunciano una deriva pericolosa in cui il diritto internazionale e la vita dei singoli individui vengono sacrificati sull’altare della logica militare.
“Non possiamo accettare che la vita delle persone valga meno di un proiettile o di un interesse strategico,” si legge tra le righe del manifesto della marcia.

È un invito a riappropriarsi dello spazio pubblico per ribadire che la sicurezza non si costruisce con i cannoni, ma con la giustizia sociale e il dialogo.

L’Appuntamento: Il Percorso della Speranza

La manifestazione avrà inizio alle ore 11:00 con raduno in Piazza XX Settembre, per poi snodarsi attraverso le vie del Centro Storico di Monopoli. La scelta del luogo non è casuale: portare le istanze della pace tra i vicoli bianchi e le piazze storiche significa contaminare la quotidianità e la bellezza della città con un impegno civile che riguarda tutti.
L’invito è esteso a “tutte e tutti”: famiglie, studenti, anziani, lavoratori. L’obiettivo è trasformare una domenica mattina in un momento di riflessione collettiva, dimostrando che anche una comunità locale può e deve far sentire la propria voce nel grande coro del pacifismo mondiale.

Per approfondire

La Marcia della Pace di Monopoli si inserisce in un calendario di mobilitazioni nazionali che chiedono il cessate il fuoco immediato su tutti i fronti. In un’epoca di algoritmi e schermi, il corpo che cammina in piazza resta il simbolo più potente di una democrazia che respinge la violenza.