Il passaggio al digitale si trasforma in un incubo per le aziende agricole di Bari e della BAT. Confagricoltura punta il dito contro i ritardi dei Comuni e una transizione telematica “affrettata e senza paracadute”
Le campagne delle province di Bari e Barletta-Andria-Trani sono dinanzi a un paradosso moderno: mentre la tecnologia dovrebbe accelerare i processi, la digitalizzazione incompleta sta spegnendo i motori dell’agricoltura. Aziende olivicole, ortofrutticole, agrumicole e cerealicole si ritrovano con i trattori a secco, impossibilitate a compiere le operazioni colturali vitali di stagione a causa del blocco nell’erogazione del gasolio agricolo a tariffa agevolata.
Il Nodo del Sistema UMA: Dove si ferma la filiera
L’allarme lanciato da Confagricoltura Bari-BAT evidenzia un cortocircuito procedurale. Attualmente, l’iter per ottenere il carburante agevolato segue tre passaggi chiave:
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Attivazione e Compilazione: Gestita dalla Regione e dai Centri di Assistenza Agricola (CAA).
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Istruttoria e Validazione: Compito che spetta ai singoli Comuni di residenza delle imprese.
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Erogazione: Possibile solo dopo il “via libera” digitale dell’ente locale.
Dal 1° gennaio, il passaggio alla modalità integralmente telematica tramite il nuovo portale regionale ha mostrato tutte le sue fragilità. Se da un lato i CAA hanno istruito tempestivamente le pratiche, il processo si arena sistematicamente nelle scrivanie virtuali dei Comuni, molti dei quali risultano impreparati alla gestione del nuovo applicativo.
Le zone critiche: Andria e il Sud Barese in stallo
L’analisi territoriale di Confagricoltura delinea una mappa dell’inefficienza che colpisce alcuni dei poli agricoli più importanti della regione. Le situazioni più gravi si registrano a:
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Andria
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Castellana Grotte
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Polignano a Mare
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Conversano
In questi comuni, lo stallo è totale. Senza la validazione delle pratiche UMA (Utenti Motori Agricoli), i distributori non possono erogare il carburante e gli agricoltori non possono intervenire sui terreni, rischiando di compromettere irrimediabilmente i raccolti e i cicli colturali.
La denuncia di Massimiliano Del Core: “Non è tempo di esperimenti”
Il presidente di Confagricoltura Bari-BAT, Massimiliano Del Core, non usa giri di parole per descrivere la frustrazione del settore:
“Non possiamo permettere che i trattori restino fermi perché un ufficio comunale non sa come accedere a un portale o non ha le credenziali. Mentre i Comuni annaspano per mancanza di formazione o carenza di personale, i nostri centri di assistenza hanno già istruito le pratiche e sono pronti a chiudere il cerchio.”
Secondo l’organizzazione, la transizione digitale è stata “repentina e priva di paracadute”, scaricando sulle imprese il peso di un’organizzazione pubblica che non ha saputo aggiornarsi nei tempi richiesti.
Le soluzioni proposte: Verso una gestione ai CAA?
Per sbloccare l’impasse, Confagricoltura chiede alla Regione Puglia un atto di pragmatismo immediato. Due sono le strade percorribili proposte:
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Potenziamento degli uffici comunali: Incremento urgente di personale e risorse dedicate esclusivamente al servizio UMA.
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Delega totale ai CAA: Affidare l’intero iter (dalla compilazione alla validazione finale) direttamente ai Centri di Assistenza Agricola.
La proposta di affidare tutto ai CAA nasce dalla loro capillarità territoriale e dalle competenze tecniche già presenti. “I nostri centri sono l’unico anello della catena realmente efficiente,” ribadisce Del Core, sottolineando come la conoscenza delle esigenze agronomiche faccia la differenza rispetto a una burocrazia comunale spesso distante dai ritmi della terra.
La richiesta alla Regione
L’appello finale è rivolto agli enti pubblici (Regione e Comuni) affinché garantiscano il servizio rispettando i tempi della natura. In assenza di una svolta immediata, il rischio è che la “rivoluzione digitale” diventi il colpo di grazia per un comparto già provato da costi di produzione alle stelle e crisi climatiche.

