Un momento storico per la comunità monopolitana: il rito della benedizione della gola ha unito centinaia di fedeli in un abbraccio di devozione secolare
Ci sono gesti che attraversano i secoli e che, quando incontrano la maestosità della fede vissuta, si trasformano in eventi memorabili. Martedì 3 febbraio, la Cattedrale e la Chiesa di San Francesco d’Assisi sono state teatro di un appuntamento che resterà impresso negli annali della comunità: per la prima volta a memoria d’uomo, il suggestivo rito della benedizione della gola in onore di San Biagio è stato celebrato solennemente nel cuore spirituale della città.
Un rito antico in una cornice d’eccezione
Sotto le imponenti navate della Cattedrale, il Rettore don Gaetano Amore ha guidato i fedeli in un cammino di preghiera culminato in un gesto sacramentale di rara intensità. La partecipazione è stata straordinaria, segno di una devozione popolare mai sopita e della voglia dei cittadini di riscoprire le radici più profonde della tradizione cristiana.
Il cuore della celebrazione è stato il rito delle candele incrociate: il sacerdote, accostando i ceri alla gola di ogni fedele, ha invocato la protezione del Santo Vescovo e Martire del IV secolo. “Per intercessione di San Biagio, Dio ti liberi dai mali della gola e da ogni altro male”: una formula che ha risuonato tra le mura barocche della Basilica, portando con sé il carico di speranza e affidamento che da secoli accompagna questo miracolo.
Tra storia e cammino pastorale
L’evento non è stato solo un atto di pietà popolare, ma un momento fondamentale del percorso dell’Unità Pastorale di Monopoli. Come sottolineato durante le celebrazioni, la riscoperta di questi segni rappresenta un’opportunità preziosa di incontro comunitario.
La figura di San Biagio, protettore contro le infermità fisiche in ricordo del bambino salvato dal soffocamento, è diventata così il ponte tra la storia antica e la vita quotidiana dei monopolitani. Al di là dell’aspetto puramente tradizionale, il rito ha rappresentato un potente atto di affidamento della salute e della vita al Signore, vissuto in un clima di profonda partecipazione emotiva.
Un segno per il futuro
L’eccezionalità di aver celebrato questo rito in Cattedrale “da che se ne abbia memoria” segna un punto di svolta per le celebrazioni liturgiche cittadine. La grande affluenza e il silenzio orante che ha accompagnato la benedizione testimoniano quanto la comunità senta il bisogno di simboli autentici e di momenti di spiritualità condivisa.
La città di Monopoli, stretta intorno alla sua Protettrice Maria SS.ma della Madia, aggiunge così una nuova pagina al suo già ricco libro delle tradizioni, riscoprendo in San Biagio un intercessore vicino e presente.

