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Monopoli, scivoli occupati: l’amara riflessione di un cittadino

Giannoccaro chiede ai “normodotati” di mettersi in carrozzina per un giorno, toccando con mano le difficoltà e smuovendo la sensibilità contro le barriere e l’inciviltà

 

La Giornata Mondiale della Disabilità, celebrata lo scorso 3 dicembre, ha offerto al cittadino e Uff. OMRI Angelo Giannoccaro un amaro spunto di riflessione sulle barriere fisiche e mentali che ancora affliggono la vita quotidiana delle persone con disabilità a Monopoli. Giannoccaro ha documentato una situazione di grave inciviltà proprio nel giorno dedicato alla sensibilizzazione, lanciando un accorato appello alla coscienza civica della comunità.

Il cuore della denuncia riguarda l’occupazione sistematica e sconsiderata degli scivoli di accesso, elementi vitali per la mobilità di chi è costretto su una sedia a rotelle.

Proprio il 3 dicembre, Giannoccaro ha deciso di documentare lo stato degli scivoli attorno alla piazza principale: su 14 scivoli, ben 12 risultavano occupati.

A rendere più dolorosa la situazione è l’atteggiamento di chi commette l’infrazione. Dopo minuti di attesa, le scuse sono spesso superficiali: “E MA IL TEMPO DI UN CAFFÈ, IL TEMPO DELLE SIGARETTE”, o addirittura si reagisce con rabbia e fastidio nei confronti di chi legittimamente chiede spazio.

Di fronte all’emergenza, il lettore ha contattato la Polizia Locale. Nonostante il numero esiguo degli agenti e il moltiplicarsi degli interventi, le forze dell’ordine si sono presentate “in pochi minuti” quando non impegnate in altre attività.

Giannoccaro elogia l’attenzione del Comandante, Dott. Saverio Petroni, sempre sensibile verso “le problematiche che affliggono i più deboli”. Tuttavia, riconosce che anche l’autorità, in alcuni casi, è costretta ad “alzare bandiera bianca” di fronte alla vastità e alla persistenza dell’inciviltà.

La riflessione si estende ai parcheggi riservati. Il cittadino ricorda che non è possibile parcheggiare sui posti assegnati senza tagliando e utilizzare il tagliando del parente che è a casa.

Queste azioni non sono semplici mancanze, ma veri e propri reati punibili con multe salate, che violano i diritti acquisiti delle persone con mobilità ridotta.

Il messaggio più forte è rivolto ai “cari normodotati”:

“Il mio appello è uno solo, VENITE UN GIORNO CON ME CARI NORMODOTATI. METTETEVI IN CARROZZINA COSI POTETE TOCCARE CON MANO LE NOSTRE DIFFICOLTÀ E FORSE SMUOVERE LE VOSTRE COSCIENZE”.

Solo provando in prima persona le difficoltà quotidiane di spostarsi, si può sperare di smuovere le coscienze.

La denuncia si conclude includendo anche l’inciviltà di chi non raccoglie gli escrementi dei propri animali domestici, un’altra barriera che si aggiunge ai disagi di chi vive la strada in carrozzina.

Nonostante il quadro amaro, Giannoccaro conclude con un messaggio di tolleranza e speranza: “buone feste a tutti perché nonostante ci guardate in modo strano noi vi vogliamo bene ugualmente”.