Nella notte sacra che precede la Pasqua, mentre il silenzio avvolge la campagna monopolitana, un’antica melodia si risveglia, portando con sé il calore di generazioni passate. È il “Canto all’Uovo”, una tradizione popolare che pulsa nel cuore del territorio extraurbano, un rito di questua che unisce nonni e nipoti in un’unica, vibrante armonia.
L’Associazione Orizzonti Rurali ha tra i suoi pilastri la salvaguardia e la promozione di queste preziose usanze, e il “Cantare all’uovo” ne è un fulgido esempio. Per un’intera notte, gruppi festanti, uniti da un legame intergenerazionale indissolubile, si fanno strada tra le case, portando con sé gli echi di strumenti musicali folkloristici tramandati come sacri cimeli di famiglia.
Le loro voci si levano in canti tradizionali, un’offerta gioiosa e benaugurante che viene ricambiata dalla generosità degli abitanti. Uova, simbolo di rinascita, ma anche altri doni e sorrisi calorosi accolgono questi messaggeri della tradizione, in un rito di scambio che fortifica il senso di comunità.
Questa usanza affonda le sue radici in un passato lontano, un filo invisibile che lega il presente alle centinaia di generazioni che l’hanno custodita con cura. E la sua forza è tale da superare ogni ostacolo: persino negli anni difficili della pandemia, la tecnologia si è fatta alleata, permettendo ad alcuni gruppi di non interrompere questo legame secolare.
Come sottolinea con passione il Presidente Vito Lapertosa, l’obiettivo è chiaro: “Promuovere e sponsorizzare tale tradizione affinché non vada mai persa e continui a tramandarsi per generazioni infinite.” Un impegno sentito, una missione culturale per preservare un tesoro immateriale che rende unica l’identità di Monopoli.
Così, anche quest’anno, la notte del Sabato Santo si è animata di suoni antichi e di volti sorridenti, rinnovando la magia del “Canto all’Uovo”, un battito secolare che continua a risuonare con forza nel cuore della Pasqua monopolitana. Un inno alla tradizione, alla condivisione e alla vitalità di una comunità che non dimentica le proprie radici.

