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A Monopoli si prepara MAESTRO: una biennale d’arte tra pittura e intelligenza artificiale

Voci di corridoio parlano di una biennale d’arte e cultura a Monopoli che prende il nome di MAESTRO. Un evento d’arte a 360 gradi in cui danza, teatro, musica, pittura, scultura, arte digitale saranno le protagoniste. Oltre 40 artisti provenienti da Monopoli, da molte parte d’Italia, ma anche da oltre confine arrivando alla Cina. Se ne stanno occupando l’artista e curatore Davide Cocozza, il presidente dell’associazione Cibele Luca Oscuro, l’artista Giulia Crastolla e Michele Palmieri, ma sappiamo che molte sono le collaborazioni. Mentre aspettiamo notizie certe sull’evento ci focalizziamo sulle nuove realtà artistiche locali, sulle prospettive dell’arte a Monopoli e sui pionieri, sugli esploratori di linguaggi e sugli artisti di questa città. Per l’occasione mettiamo una lente su di uno degli organizzatori di MAESTRO il professore del liceo artistico di Monopoli insegnante di discipline grafico pittoriche Davide Cocozza (alias CODA & CODAi). È proprio lui che in queste ore sta diffondendo i segni di un arte nuova, contaminata ed esplorativa, basata su linguaggi digitali e sull’intelligenza artificiale.
Da sempre le opere del Cocozza vogliono esprimere lo spirito del tempo e rivolgersi al visitatore attraverso l’arte ponendo domande esistenziali o lanciando riflessioni spesso permeate dall’idea di fratellanza, accoglienza, integrazione, coabitazione, interconnessione tipiche di un idea di “filosofia” Buddista cara all’artista. Oggi però chiariamo con lui un concetto, quello dell’intelligenza artificiale al servizio dell’immaginazione. Su questo aspetto Cocozza che ha fin da piccolo adoperato qualsiasi mezzo, strumento, accessorio per presentare e rappresentare il mondo che ci circonda,quello dei sogni, della mente e dell’immaginazione rivela che l’intelligenza artificiale che tanto in questo momento fa discutere è uno strumento in più e non un rischio, parlando d’arte, almeno secondo il suo punto di vista. Dice “ il segno, l’impronta, il linguaggio sono personali, sono basi da cui far partire l’opera, così un prompt, senza l’intenzione dell’artista, senza le sue scelte stilistiche, le sue idee,  non forma un punto, senza il gesto della mano il cerchio non si chiude e senza lo slancio dell immaginazione l’intelligenza artificiale non traduce ciò che l’artista vuole far nascere. Rendere possibili e traducibili le idee attraverso l’intelligenza artificiale facilita la nascita dell’immaginazione e pone le basi per realizzare un opera pittorica, grafica, digitale o fotografica. La poesia del gesto pittorico è ineguagliabile ma con la giusta parola, l’armonia del pensiero, la limpidezza del concetto, la volontà di realizzare un progetto che si ha in mente anche l’intelligenza artificiale può dare i suoi frutti, smuovere le emozioni e trasmettere contenuti al visitatore”. Tutto questo preambolo forse è solo uno spoiler della biennale MAESTRO, non resta allora che seguire la pagina Instagram @maestrobiennaledimonopoli e sbirciare nel profilo di @cocozzadavide per vedere alcune opere fatte con l’ausilio dell’AI.

Nella foto alcune opere dell’artista,  il logo di MAESTRO e la foto di tutti gli artisti presenti