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Monopoli, indagini della Guardia di Finanza: emersi presunti appalti illeciti nel settore della raccolta dei rifiuti

Disposti sequestri preventivi per 20 milioni di euro

Dalle prime ore di questa mattina è in corso di esecuzione un provvedimento di natura cautelare reale emesso dal G.l.P., Dott.ssa Paola Angela De Santis, su richiesta dei Pubblici Ministeri Dott. Roberto ROSSI e Dott. Giuseppe DENTAMARO, con il quale sono state disposte n. 7 misure cautelar’ reali nei confronti di altrettanti soggetti e il contestuale sequestro preventivo, anche per equivalente, di disponibilità liquide, beni mobili ed immobili per un valore di circa 20 milioni di euro. Il provvedimento costituisce l’esito di un’attività investigativa condotta dalla Guardia di Finanza di Monopoli, che è stata coordinata da questa Procura della Repubblica.
Secondo l’ipotesi accusatoria agli indagati vengono contestati, a vario titolo, gravi reati contro la pubblica amministrazione, e in particolare quelli di corruzione, di frode nelle pubbliche forniture, di turbata libertà degli incanti e reati fallimentari.
La complessa attività investigativa, avviata nel 2016, trae origine da esposti presentati sulla mala gestione della “res” pubblica dei comuni di Conversano e Triggiano, i quali avevano prospettato forti dubbi sulla liceità della gara d’appalto aggiudicata alla triggianese LOMBARDI ECOLOGIA S.r.l., operante nel settore della raccolta e smaltimento di rifiuti solidi urbani. I preliminari accertamenti investigativi avrebbero permesso di appurare come l’amministratore unico Rocco LOMBARDI, nonostante la società avesse una consistente esposizione debitoria con il fisco per oltre 50 milioni di euro, sia riuscito a mascherarla, ai tini della partecipazione ai bandi di gara, con il ricorso a frequenti rateizzazioni del debito tributario.
Infatti le cartelle di pagamento notificate all’impresa appaltatrice pare venissero puntualmente dissimulate da provvedimenti di rateazione che consentivano di superare la qualificazione giuridica della “definitività” delle gravi violazioni fiscali e quindi la non “menzione” negli archivi della società di riscossione, tramite i quali l’Agenzia delle Entrate effettua le interrogazioni necessarie per il rilascio della certificazione ai fini della normativa sugli appalti. In realtà la maggior parte di tali rateazioni non sarebbero state onorate, ma la Lombardi Ecologia s.r.l. conservava i requisiti previsti dal Testo Unico sugli Appalti, necessari per l’aggiudicazione delle gare pubbliche, che non sarebbero mai avvenute se non grazie alla compiacenza di diversi pubblici ufficiali che hanno intenzionalmente pilotato le procedure in favore della società, omettendo i necessari controlli preventivi diretti alla verifica dei titoli.