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Coronavirus, Monopoli deserta di sabato sera. Il Sindaco invita a non mollare: «La strada da fare è ancora lunga ma sarà meno dura se la percorreremo insieme, tutti dalla stessa parte»

“Lo scorso anno in questo periodo avevamo circa 2 o 3 casi di coronavirus nella nostra città ed eravamo terrorizzati e rinchiusi in casa. Oggi abbiamo un numero di positivi completamente differente, siamo coscienti che il maledetto fa del male, male serio, sia fisico che psicologico ma allo stesso tempo siamo molto stanchi”

“Sono ormai mesi che nel mio post del sabato faccio il punto della situazione chiedendovi e rimarcando attenzione e senso di responsabilità”.

A scriverlo in un post su Facebook è il Sindaco di Monopoli Angelo Annese.

“Lo scorso anno in questo periodo – riepiloga il Primo Cittadino –  avevamo circa 2 o 3 casi di coronavirus nella nostra città ed eravamo terrorizzati e rinchiusi in casa. Oggi abbiamo un numero di positivi completamente differente, siamo coscienti che il maledetto fa del male, male serio, sia fisico che psicologico ma allo stesso tempo siamo molto stanchi.
Stanchi di stare a casa, stanchi di non lavorare, stanchi di sperare che tutto possa presto finire. La giornata uggiosa di oggi ha contribuito ad aumentare la malinconia, ma forse quest’acqua ha fatto sì che risultasse più semplice rimanere a casa”.

“Stasera vi parlo così – spiega Annese – perché voglio sottolineare quanto oggi sia importante non mollare, non cadere nella trappola di chi dice che gli scienziati non sono affidabili, che i vaccini sono pericolosi, che chi governa è incapace e che la fazione di chi è per il “chiudiamo tutto” è meglio della fazione di chi è per il “apriamo tutto”. Siamo in guerra e le guerre prima o poi finiscono. Noi stiamo combattendo il maledetto, tutti assieme, con tanti sacrifici. Anche se spesso leggo amarezza, critiche e rabbia nelle vostre parole, io continuerò imperterrito a provare a farvi forza, a dirvi di non mollare e con voi continuerò ad arrabbiarmi quando lo riterrò opportuno. La strada da fare è ancora lunga ma sarà meno dura se la percorreremo insieme, tutti dalla stessa parte”.