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FOTO – Festa Patronale 2020, solenne celebrazione eucaristica in onore della Madonna della Madia a Monopoli

La comunità monopolitana si è ritrovata sulla Banchina Solfatara per partecipare alla funzione religiosa presieduta dal Vescovo Favale


Entrano nel vivo i solenni festeggiamenti estivi 2020 in onore della Madonna della Madia


Quest’anno, a causa del Coronavirus, niente tradizionale Veglia di Preghiera con rievocazione del prodigioso approdo della Madonna della Madia (Protettrice della città di Monopoli) a Cala Batteria dove, come ogni 14 agosto, ad accoglierLa ci sarebbe stato il Vescovo della Diocesi di Conversano-Monopoli Mons. Giuseppe Favale per emulare le gesta del Vescovo Romualdo, così come avvenne in quella fredda notte del 16 dicembre 1117 allorquando giunse al Porto per portare la sua protezione e le travi per completare il tetto dell’allora costruenda Cattedrale in stile romanico, costruzione iniziata nel 1107 proprio per volere dello stesso.

In compenso, sulla Banchina Solfatara si è tenuta una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo ed animata dal Coro Almadìa con le comunità ecclesiali e le autorità civili e militari, al termine della quale l’icona della Madonna della Madia è stata riaccompagnata in Cattedrale, trasportata sul pianale di un carro-attrezzi.

SULLA MADONNA DELLA MADIA

La leggenda narra che la Madonna, sfuggita alla lotta iconoclasta, affidata al mare, dall’Oriente sia giunta al Porto di Monopoli nella notte del 16 dicembre 1117, annunciandosi invano al Vescovo Romualdo attraverso i sogni del sacrestano Mercurio, solito ad alzare un po’ il gomito. La zattera, dalla forma di un tavoliere spagnolo chiamato “almadìa”, servì a dare il nome di Madonna della Madia, ma non solo: le 33 travi di pino d’aleppo che la componevano (ancor’oggi custodite in Cattedrale nell’omonima Cappella) servirono per completare il tetto dell’allora costruenda cattedrale romanica. La Madonna della Madia, dipinta su tavola, è un’icona bizantina definita “Odegitria”: la Madonna dagli occhi grandi e misericordiosi, che sembrano guardare lo spettatore ovunque egli si trovi a contemplarla, indica la via della Salvezza ovvero il Bambino (Gesù Cristo) seduto quasi come su di un trono sul suo braccio sinistro, vestito con abiti regali essendo il Re dei Giudei e raffigurato con sembianze adulte perché consapevole della missione affidatagli: salvare l’umanità.

Il quadro originale è intronizzato sul Cappellone sopraelevato (una rara particolarità) della Basilica Cattedrale a Lei dedicata, costruita in stile barocco tra il 1742 ed il 1772 dai maestri muratori Michele Colangiuli di Acquaviva e Pietro Magarelli di Molfetta; l’unica Cappella interamente realizzata con veri marmi policromi.

L’INCORONAZIONE DELLA MADONNA DELLA MADIA

L’antichità, il culto ed i miracoli. Erano necessarie queste tre caratteristiche alle sacre immagini per vedersi riconosciuto il privilegio dell’incoronazione.

Per questo motivo, la pratica affinché l’icona bizantina raffigurante Maria SS.ma della Madia potesse ottenere questo privilegio fu inoltrata, nel 1768, al Capitolo Vaticano.

La relazione, trasmessa a Roma il 17 dicembre 1768, fu così convincente che già il 15 Gennaio 1769 il Capitolo Vaticano deliberò la concessione delle corone d’oro, che furono realizzate successivamente dall’orafo Bartolomeo Baroni ed applicate sull’icona con una cerimonia l’8 luglio 1770.

Le due corone (attualmente custodite ed esposte nel Museo Diocesano), uguali per disegno, ma diverse per dimensioni, recano da un lato lo stemma del Capitolo di S. Pietro e dall’altro lo stemma del Conte Alessandro Sforza di Borgonovo (una biscia con un fanciullo che esce dalla sua bocca) e al centro l’iscrizione della donazione, nel 1769, delle corone da parte del capitolo di S. Pietro, come da istituzione del Conte Sforza.

A testimoniare la cerimonia di incoronazione, un’iscrizione marmorea all’ingresso sinistro della Cattedrale dove, quest’anno, sono state esposte in occasione del 250° anniversario.