Al via, la stagione turistica della città di Monopoli
Sin dalla notte dei tempi si rinnova di anno in anno, in un singolare viaggio a ritroso nel tempo, la secolare tradizione dei Falò di San Giuseppe, la cui accensione segna il passaggio dall’inverno alla primavera.
Anche quest’anno, tra animazione, balli e musica popolare, i monopolitani si sono ritrovati a scaldarsi vicino al fuoco e a degustare deliziose prelibatezze tipiche della nostra tradizione culinaria, come ceci arrosto, carne ai ferri o pesce alla griglia.
La Città di Monopoli in sinergia con la Pro Loco “Perla di Puglia” di Monopoli con il coordinamento dell’Associazione Operatori Centro Storico ha così riproposto la “Notte dei Falò – Fuochi nei chiassi e sfizi antichi”, manifestazione giunta ormai alla sua VII^ edizione che segna ufficialmente l’avvio della stagione turistica della città di Monopoli organizzata in occasione del 19 marzo.
Una tre giorni iniziata domenica con “Aspettando i falò con i bimbi” in Piazza Palmieri con attività ludico-ricreative, giocolerie, balloon art per i bambini e artisti di strada e, con il concerto dei Saluendo (duo composto da Luca Buccarella e Massimiliano De Marco) in Piazza Garibaldi, dove la musica è stata protagonista anche dell’indomani con “I Cipurrid” in concerto. L’unico falò la cui accensione è stata anticipata è stato quello in contrada Sicarico.
Il primo falò ad essere acceso, come da tradizione, è stato quello di via Perrini, il più antico della città.
Ben quindici sono stati i falò ad ardere nel centro storico cittadino: in Largo Plebiscito (Impronte di Puglia & Amaranta), Largo Sant’Angelo (Giochi intorno al falò, musica popolare e animazione per bambini a cura dell’Associazione Art Linos), Vico Alba (Peppino e Johnny Bagnardi), Piazza Garibaldi (Gaetano Tasselli e La La Band), Via Mulini(falò della tradizione), Chiasso Carmelano (falò della tradizione), Largo Castello (I Ridammi la radio in concerto), Piazzetta Santa Maria(Mimmo Lafera), Largo San Vito (Mavì in concerto), Largo Tormento(falò di quartiere), Largo Portavecchia (Trio Arcobaleno, animazione per bambini, palloncini e caramelle a cura di Happy Centro e Noi Due Party), Largo Vescovado (Animazione a cura dell’Associazione San Marco), Largo San Leonardo (Festa di San Giuseppe a cura della Confraternita San Giuseppe), Via Perrini (Falò votivo) e Largo Garibaldi (degustazione zeppole a cura dell’associazione Operatori Centro Storico).
Degne di nota, le due serate organizzate dall’Associazione San Marco in Piazza Manzoni e Largo Vescovado illuminati a festa: “La notte dei falò”, alla postazione più a est del centro storico, è partita alle ore 20, dopo il transito della processione, con l’accensione della pira di legna e la degustazione di focaccia e taralli e di ottimi vini (bianco e rosé), prodotti dai vigneti siciliani di Mandrarossa: «L’auspicio è quello di organizzarne altri appuntamenti come questo – ha commentato Spalluto – proprio per dare vitalità al quartiere e per far ripartire il commercio in zona che si è ridotto molto in questi ultimi tempi».
CITTÀ – Due i falò previsti in città: il primo in piazza Sacro Cuore (falò della devozione) a cura della Parrocchia Sacro Cuore e il secondo nei pressi del convento di San Francesco da Paola (falò della devozione) a cura del Convento omonimo.
CONTRADE – Tre i falò tradizionali nelle contrade Cozzana, L’Assunta e Sicarico.
IL FUOCO DEL FALÒ
Il fuoco, simbolo di purificazione e consacrazione, rappresenta lo Spirito Santo.
Nel corso dei secoli ha avuto innumerevoli funzioni: da quella di debellare la peste bubbonica a Castellana Grotte sotto forma di fanova a quella di segnare il passaggio dall’inverno alla primavera come il classico falò di San Giuseppe della tradizione monopolitana e, ad esempio, quella di indicare che manca soltanto una settimana alla Santa Pasqua oppure che l’inverno sia andato via o che il tempo stia passando o ancora che bisogni osservare l’astinenza dalla carni durante la Quaresima con i simboli delle sette penne, dell’arancia, del fuso o dell’aringa delle quarantane di Ruvo di Puglia da bruciare la domenica di Pasqua.

