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Ambito portuale P1, l’opposizione passa all’azione

Elaborato un sintentico dossier per mettere al corrente gli altri interlocutori

Il futuro dell’area dell’ex cementeria ovvero dell’ambito portuale P1 rimane, ad oggi, ancora un’incognita.

Tuttavia, sull’argomento, mercoledì sera, le forze politiche d’opposizione hanno convocato una conferenza stampa per informare la cittadinanza sugli sviluppi e sulle azioni che si intendono portare avanti per garantire alla città di Monopoli che – forse – l’unica area strategica ancora da riqualificare sia progettata tenendo conto degli interessi dell’intera comunità.

Ciò che ha spinto ad incontrare la stampa è stata la notizia ventilata riguardante il fatto che, nel giro di pochi giorni, si avvierà l’accordo di programma.

All’indomani della delibera di indirizzo approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale nella seduta del 3 luglio 2017, nonostante le commissioni urbanistiche convocate con “solerzia” dall’Amministrazione Comunale anche ad agosto, i consiglieri comunali d’opposizione attendevano un’adeguata istruttoria da parte dell’Ufficio Tecnico Comunale sui seguenti aspetti:
1. Verifica dettagliata e puntuale di tutti i diritti edificatori sviluppabili nell’ambito portuale P1;
2. Corretta applicazione degli indici edificatori con particolare riguardo alla cumulabilità dell’indice virtuale con quello territoriale;
3. Definizione dei criteri della perequazione urbanistica e della cessione compensativa;
4. Incidenza del programma edificatorio sul fabbisogno abitativo.
La nota datata 4 agosto 2017 del Dirigente della Ripartizione Tecnica, tuttavia, non è stata soddisfacente: “non solo non vi è alcun rilievo istruttorio che abbia certificato la quantità dei volumi esistenti, ma non è ancora chiarita la questione relativa all’attribuzione dei diritti edificatori”.

“Fa specie che l’Amministrazione Comunale – hanno evidenziato all’unisono i rappresentanti delle varie forze politiche di minoranza – non faccia gli interessi dell’intera comunità”.

Perciò, l’opposizione, che auspica che ci sia un ulteriore momento di confronto in Consiglio Comunale per fare l’Accordo di Programma, è passata all’azione: convinta che non ci siano le condizioni per promuovere una Conferenza dei Servizi a meno che la massima Assise cittadina sia tirata in ballo, ha sottoposto un sintetico dossier che evidenzia le maggiori criticità agli altri interlocutori per metterli al corrente della situazione ovvero che ci siano due aspetti da chiarire:
– uno di carattere legislarivo-normativo: “su 56mila mq ce ne sono 10mila che legittimamente in interpretazione della norma sono stati traslati”;
– un altro di carattere urbanistico: “abbiamo posto il problema di via Vasco con collegamento longitudinale ed edificare lasciando sottoposti ettari di parcheggi; l’area divisa a monte lasciando il 50 % (almeno quel 50 % a valle del Comune come da PUG).

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