Protocollata una nuova interrogazione dei consiglieri d’opposizione
In data 22 marzo 2017, il gruppo consiliare PD-misto ha protocollato una nuova interrogazione in merito alla spinosa questione “rifiuti”: «Siamo convinti – sostengono i consiglieri d’opposizione – che il Comune di Monopoli stia pagando per un servizio che non c’è e che non c’è stato».
IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE
Al Sig. Sindaco
Al Sig. Presidente del Consiglio Comunale
Al Sig. Dirigente A.O. IV
Al Sig. segretario Generale
Ogg.: interrogazione urgente.
Gentile sig. Sindaco,
abbiamo letto con interesse ed attenzione la risposta alla nostra interrogazione che chiedeva di conoscere il numero dei facilitatori ambientali assunti dalla Falzarano e i criteri usati per la loro assunzione.
In tale risposta l’ing. Donghia, dirigente area IV, ci informa che si è proceduto ad assumere otto facilitatori e sostiene che tale numero, dettato dalla volontà di procedere gradualmente, per zone, alla attivazione della raccolta differenziata nel perimetro urbano della città, è congruo.
Ciò detto ci preme osservare quanto segue:
Nel progetto di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani presentato dalla ditta Falzarano, alla scheda indicata con il numero tre e dedicata allo start – up sono con precisione indicati i seguenti punti progettuali:
- La fase di start-up ha durata di mesi sei.
- In tale fase la distribuzione a tutta la città del kit per la raccolta differenziata e il conseguente avvio di essa è previsto debba durare nove settimane ( come da tabella a pagina 12 della relazione progettuale).
- Queste nove settimane, nella previsione di avvio contemporaneo dello start – up in tutti i comuni facenti parte dell’ARO Ba 8 sono scaglionate in modo da non sovrapporsi e quindi presuppongono un utilizzo di tutti i facilitatori previsti dal progetto, di volta in volta, in tutti i comuni; tale circostanza è inoltre chiaramente esplicitata nella pag. 10 della suddetta relazione.
- Accompagnano questa fase una serie di iniziative di sostegno costituite, per esempio da:
- Seminari informativi rivolti agli stakeholders locali.
- Incontri di formazione rivolti ad amministratori, tecnici comunali, vigili urbani ecc.
- 15 incontri pubblici nel solo comune di Monopoli.
- 10 punti informativi mobili in piazza nel solo comune di Monopoli.
Ognuna di queste attività è dettagliatamente descritta a pag. 15 e seguenti della predetta relazione.
- La raccolta, cosi come chiaramente affermato alle pagine 5 e 6 della predetta relazione , pur iniziando gradualmente, deve coprire l’intero territorio, tanto che a pag. 11 si afferma testualmente: “sono necessarie n. 24 settimane ( n. 6 mesi)per la messa a regime del nuovo servizio” in tutti i comuni.
- Per completare questa fase si prevede di assumere trenta facilitatori e quattro tutor che si aggiungono al responsabile locale e al coordinatore generale ( vedi schema alla pag. 13 della citata relazione).
Come chiaramente si evince dalla lettura del contratto la fase di Start – up, cosi dettagliatamente descritta nella scheda tecnica n. tre, è parte integrante degli obblighi contrattuali e come tale concorre alla formazione del costo totale del servizio e quindi, del relativo canone di appalto.
Il canone di appalto è interamente corrisposto dal Comune, al netto di eventuali multe comminate per specifiche inadempienze di volta in volta contestate, a far data dal 15 settembre 2016 e ammonta a euro 559.531, 64 euro per un costo complessivo annuo di 6.714.379,68 euro.
Ciò premesso osserviamo che:
- Al momento Monopoli è l’unico comune dell’ARO Ba 8 ad aver dato seguito all’aggiudicazione dell’appalto e quindi avrebbe potuto e dovuto godere di una maggiore rapidità di avvio della raccolta differenziata, o per lo meno, di una assoluta puntualità dei tempi previsti, anche in considerazione del ritardo accumulato sino al presente rispetto agli altri comuni.
- Invece a tutt’oggi sono trascorsi sei mesi dal passaggio da un servizio organizzato sulla base di una raccolta di prossimità, sostanziale prolungamento del contratto in vigore in precedenza, all’attuale contratto senza che la fase di start – up sia completata.
- Infatti essa è avviata in una sola zona della città e si pensa di avviarla in una altra zona nel prossimo mese di Aprile; risultato molto al di sotto della previsione di completamento di tutta la fase in sei mesi, e anche della previsione di distribuzione dei Kit per la raccolta in nove settimane.
- Per quanto ci consta, a parte alcuni interventi di “capitan Eco” nelle scuole di primo grado, nessuna altra delle azioni previste a sostegno sembra partita, o per lo meno, da cittadini, non ce ne siamo accorti.
Tutto ciò detto chiediamo che, a norma dell’articolo 39 del regolamento del Consiglio Comunale, ci venga data con urgenza, risposta alle seguenti domande:
- Il contratto ha applicazione letterale o costituisce una mera indicazione di massima?
- L’evidente ritardo della fase di start – up rispetto a quanto previsto nella scheda tecnica n. tre è frutto di una decisione assunta in maniera documentata e congiunta tra le parti o è invece frutto di una iniziativa unilaterale?
- L’aver assunto solo otto facilitatori in luogo dei trenta previsti è anch’esso frutto di una decisione condivisa?
- I facilitatori hanno fatto il previsto corso propedeutico?
- E’ stato stabilito e sottoscritto dalle parti un nuovo cronoprogramma della fase di start – up?
- In caso affermativo, nell’ovvia considerazione che tale decisione modifica i costi del servizio e quindi, dovrebbe, a cascata, produrre una modifica del canone, chiediamo che ci venga detto se ciò è stato fatto.
- In tal caso chiediamo di conoscere sia il nuovo cronoprogramma che il nuovo canone e di avere accesso a tutti i documenti eventualmente sottoscritti.
In attesa di una cortese e urgente risposta ci pare appena il caso di richiamare che:
- Già da diversi mesi abbiamo chiesto di conoscere se l’azienda Falzarano abbia ottemperato all’obbligo di fornire l’elenco dei mezzi asserviti all’espletamento del servizio allegando i relativi documenti.
- Se il cantiere risponda o meno ai requisiti di legge.
A tali domande, formulate in Consiglio Comunale non c’è stata ancora risposta e per questo le rinnoviamo.
Ci preme infine chiarire che a nostro avviso la ridefinizione, nei fatti avvenuta, della fase di start – up ha modificato il costo del servizio; tale modifica necessiterebbe, come già detto, di un ricalcolo del canone perché altrimenti la pubblica amministrazione probabilmente starebbe pagando costi non giustificati e questo costituirebbe un danno erariale tutto da quantificare.
A scongiurare tale evidenza non è chiaramente possibile invocare l’applicazione di multe che per loro natura sono volte a contestare precise e puntuali violazioni degli obblighi contrattuali, non una vera e propria modifica del capitolato tecnico e, del resto, non ci risulta che tra le multe applicate sino al presente, ci siano contestazioni alla applicazione del cronoprogramma che, invece, nella risposta dell’ing. Donghia sembrerebbe essere stato fatto proprio dalla P.A.
In attesa di dettagliato riscontro si porgono distinti saluti.
I Consiglieri Comunali
Paolo Comes
Michele Suma
Felice Indiveri
Pietro Barletta
Angela Pennetti

