Apertura straordinaria sabato 25 e domenica 26 marzo (dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 20)
Chiesa e monastero di San Martino saranno, a Monopoli, i luoghi in cui è prevista l’apertura straordinaria in occasione della XXV^ edizione delle Giornate Fai di Primavera.
Le porte saranno aperte sabato 25 e domenica 26 marzo (dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 20) a cura degli Apprendisti Ciceroni del Liceo Artistico e Musicale “Luigi Russo”, dell’Istituto Tecnico “Vito Sante Longo” e del Polo Liceale “Galileo Galilei”.
I dettagli sono stati svelati, ieri pomeriggio, in conferenza stampa a Palazzo di Città.
Nelle due giornate si terranno due concerti. Sabato 25 marzo alle ore 19,30 concerto per due violini in re minore “Archi 2.0 Ensemble strumentale” (solisti Emilia Frugis e Terry Gentile; violini primi: Melissa Pepe, Sara Ippolito e Saro Trisciuzzi; violini secondi: Martino Ungaro, Alberto Laterza, Kanassanan Charoephol; viola: Ilenia Laguardia; violoncello: Giusi Schena). Domenica 26 marzo alle ore 18 “Flute in progress” diretto da Alessandro Muolo; solista Giacomo Bozzi.
ALL’OMBRA TRANQUILLA DI UN ANTICO CHIOSTRO: LA CHIESA E IL MONASTERO DI SAN MARTINO
Nel centro storico, in un’area dove sono concentrati alcuni dei più importanti edifici monastici cittadini, lungo via San Domenico, aprono le porte del chiostro del Monastero benedettino di San Martino e della sua chiesa, chiusa al culto da più di un secolo. Un’occasione unica per ammirare un complesso architettonico seicentesco di notevole prestigio.
Una chiesa dedicata a San Martino confessore risulta esistente già nel X secolo, ma nel 1602, ormai ridotta a un rudere, fu ceduta dal capitolo della parrocchia di San Pietro al Monastero benedettino di Santa Maria della Misericordia, con l’obbligo di riedificarla sotto il titolo di San Martino. Già terminata intorno agli anni ’40 del Seicento, nel 1671 venne consacrata dal vescovo Giuseppe Cavalieri. La chiesa è a navata unica ed ha una pregevole pavimentazione maiolicata.
Lungo i tre lati della chiesa corre un matroneo che, conserva, sulla porta maggiore, un organo ottocentesco di scuola meridionale caratterizzato “dall’atipica presenza di due campate maggiori di canne ai lati e di una minore al centro per dare particolare risalto all’ornamento ligneo di facciata” (D. Morgante). L’organo necessita di intervento di restauro.
L’altare maggiore, in marmi policromi, risale alla prima metà dell’Ottocento. La chiesa fu chiusa al culto nel 1901. La struttura, spogliata di quasi tutti gli arredi originali, versa in stato di abbandono.
L’annesso monastero benedettino, inaugurato nel 1620, fu edificato per accogliere le educande provenienti dalle famiglie del secondo ceto che non potevano permettersi il pagamento della dote per accedere al più prestigioso monastero benedettino di San Leonardo, riservato alle figlie delle famiglie nobili più facoltose.
Notevole il chiostro, anche se rimaneggiato, dove si affacciano alcuni graziosi balconcini dal profilo mistilineo.
Alla fine dell’Ottocento, andate via le ultime monache, gli ambienti del Monastero, furono ceduti al Comune. Il locali del monastero, restaurato in tempi piuttosto recenti, ospitano alcuni uffici della Curia e di associazioni di volontariato.

