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Una strana circostanza al Falò di via Sant’Angelo

In una fotografia sembra di scorgere il profilo di una bambina

Il profilo di una bambina dai capelli sistemati con un fiocco si è manifestata, domenica scorsa, nel falò di via Sant’Angelo.

La fotografia che vi proponiamo è stata scattata dagli stessi organizzatori ovvero da Alessia Scidurlo mentre le fiamme ardevano dopo l’accensione del tradizionale falò.

Una pura casualità o un segno divino?

Non è una novità che, tra incredulità e misticismo, le credenze popolari si siano alimentate e così siano state tramandate oralmente nel corso dei secoli.

E se quest’immagine non volesse raccontare nulla, ma rappresentasse semplicemente il manifestarsi di una presenza?

Dal Medioevo e sino all’Ottocento, veniva infatti praticata la “caccia alle streghe”, donne (levatrici e guaritrici o prostitute, in un tempo in cui decotti ed infusi a base di piante usati dall’empirico sapere tradizionale delle guaritrici risultavano non meno efficaci e sicuri di medicine e medici) sospettate di compiere atti di magia o di intrattenere rapporti con forze oscure ed infernali che venivano arse vive per espiare le proprie colpe. Talvolta, accadeva ciò anche ai loro pargoli: soprattutto bambine.

E se la bambina che ci sembra di scorgere in fotografia non fosse la figlia di una “strega”, potrebbe essere una delle vergini del vecchio conservatorio detto delle “Monacelle” che fu istituito a Monopoli nel 1616, laddove nel 1661 nacque il Monastero di clausura di SS Giuseppe e Anna oppure proprio una delle novizie (spesso orfane), magari rimasta vittima di un sopruso.

Naturalmente, si tratta soltanto di supposizioni frutto della fantasia e di congetture che si possono ipotizzare in un’epoca così remota e in cui la donna non aveva il ruolo che oggi si è ritagliata in società. D’altronde, guardando la fotografia in maniera razionale, potrebbe trattarsi invece degli abiti della “vecchia” bruciata nel falò per rimarcare il significato del falò stesso: il passaggio dall’inverno alla primavera.