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Sicurezza stradale, a Monopoli la fisica diventa lezione di vita per i giovani guidatori

Trenta neopatentati a lezione di responsabilità tra prove di frenata e simulatori di ebbrezza

 

Non è solo una questione di regole, ma di leggi della fisica e consapevolezza del limite. Sabato 28 febbraio, la città di Monopoli ha ospitato la prima tappa del progetto “È una questione di fisica, la guida si-cura”, un’iniziativa d’avanguardia dedicata alla sicurezza stradale che ha trasformato trenta giovani neopatentati in protagonisti di un’esperienza formativa ad alto impatto.

Un fronte comune per la mobilità sicura

Il progetto nasce da un’intuizione di APDC Italia ed è parte integrante del programma nazionale “Mobilità sicura”. La rilevanza dell’intervento è testimoniata dal solido sostegno istituzionale: l’iniziativa è infatti finanziata dall’ANCI e dal Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

A dare ulteriore peso politico e sociale all’evento, sono giunti i patrocini della Città Metropolitana di Bari, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e di Unasca (Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica).

Il campo di prova: tra teoria e adrenalina

L’evento ha preso vita grazie alla sinergia con il Comune di Monopoli, che ha agito tramite il prezioso supporto del Comando di Polizia Municipale, e alla sponsorizzazione tecnica dell’Autoscuola Mangini, realtà storica del territorio da sempre sensibile all’educazione stradale.

I trenta ragazzi coinvolti non si sono limitati ad ascoltare passivamente una lezione, ma sono scesi in pista per affrontare la realtà del rischio:

  • Le prove di frenata: I partecipanti hanno testato sulla propria pelle gli spazi di arresto del veicolo a diverse velocità, comprendendo come pochi chilometri orari di differenza possano cambiare drasticamente l’esito di un’emergenza.

  • La simulazione dello stato di ebbrezza: Uno dei momenti più toccanti e istruttivi è stato l’esercizio di slalom effettuato con speciali visori ottici. Questi dispositivi simulano un tasso alcolemico di 0,8 g/l, alterando la percezione delle distanze e i tempi di reazione. I giovani hanno così potuto sperimentare, in un ambiente protetto e sicuro, quanto sia pericoloso e imprevedibile guidare in condizioni di alterazione.

Verso una nuova cultura della responsabilità

L’obiettivo dichiarato di “È una questione di fisica” va oltre la semplice tecnica di guida. Si tratta di un investimento culturale volto a scardinare il senso di onnipotenza che spesso caratterizza chi ha appena preso la patente.

Attraverso l’evidenza dei dati fisici e l’esperienza sensoriale, il progetto mira a rafforzare la percezione del rischio e a prevenire comportamenti fatali, promuovendo una guida che sia, appunto, “si-cura”: sicura per sé e per gli altri.

“Promuovere la cultura della responsabilità significa dare ai nostri giovani gli strumenti per tornare a casa ogni sera,” è il messaggio che emerge con forza da questa prima tappa monopolitana, che segna l’inizio di un percorso necessario per ridurre le stragi del sabato sera e rendere le nostre strade luoghi di vita, non di tragedia.