Il “Vito Sante Longo” sul podio a Bruxelles

Primo posto per gli studenti dell’Istituto Tecnico di Monopoli alla competizione “Officine Europee” promossa dall’europarlamentare Chiara Gemma. Giovani in pole position per un futuro di crescita in Europa

L’Istituto Vito Sante Longo sul podio a Bruxelles. Sono saliti sul gradino più alto, quello indiscutibilmente più ambito, gli studenti dell’Istituto Tecnico di Monopoli, classificandosi al primo posto nella fase conclusiva di Officine Europee, il progetto promosso dall’europarlamentare Prof.ssa Chiara Gemma e rivolto alle scuole superiori del centro-Sud. Focus del progetto, avviato nel 2022 in occasione dell’Anno Europeo dei Giovani indetto dall’Unione Europea, il ruolo decisivo della gioventù nella costruzione di un futuro migliore, più innovativo, più green, più digitale e inclusivo.

Gli studenti vincitori, coadiuvati dalla Prof.ssa Daniela Castelluccia, docente di Informatica, hanno convinto la giuria con un elaborato “rispondente all’esigenza di diffondere gli ideali alla base dell’identità europea e le opportunità che l’Europa offre ai giovani, mediante la gamification di contenuti didattici, la realtà virtuale e l’intelligenza artificiale”. Nell’Officina Europea del Vito Sante Longo è stato implementato, nello specifico, “un videogioco in 3D, fruibile da PC, smartphone o visore 3D – spiega la Prof.ssa Castellucciastrutturato in quattro scenari interattivi, tutti da esplorare: una vista futuristica della Grand Place di Bruxelles dedicata all’adesione dei vari paesi all’Unione Europea e alle relative motivazioni storiche; una misteriosa escape room con enigmi focalizzati sui concetti di libertà e diritti dei cittadini europei; un’avvincente montagna russa con quiz sulla solidarietà tra paesi europei nelle emergenze e sulla sicurezza dei cittadini; un viaggio spaziale dedicato al progresso tecnologico e ad un futuro di crescita comune nell’Unione Europea”.

Il videogioco – visionabile all’indirizzo https://edu.cospaces.io/JXK-VXZ – è stato valutato positivamente dalla giuria sulla base di criteri quali “il grado di creatività e originalità nella forma e nel contenuto, la rispondenza e la coerenza con i valori europei, la capacità di promuovere e veicolare il messaggio in maniera efficace e innovativa, la promozione della dimensione europea e del senso di appartenenza allo spazio comune europeo”.

“Sono convinta – dichiara la Dirigente del Vito Sante Longo, la Dott.ssa Teresa Loiotileche uno degli obiettivi della scuola di oggi debba essere quello di formare giovani cittadini dell’Europa, che possano confrontarsi con i pari di altre nazionalità, condividendo esperienze e percorsi comuni. L’esperienza di Officine Europee ha permesso ai nostri studenti di coniugare l’educazione civica e la cittadinanza attiva con le competenze tecnologiche e laboratoriali che caratterizzano l’Istituto, lasciando spazio anche alla creatività dei singoli. Quanto svolto è sicuramente l’inizio di un percorso dall’elevato valore formativo”.

La cerimonia conclusiva del progetto si è svolta a Bruxelles presso la sede del Parlamento Europeo, alla presenza della Prof.ssa Chiara Gemma. Anche la Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, insieme alla Commissaria all’Innovazione, Ricerca, Cultura, Educazione e Gioventù, Iliana Ivanova, e a Sabine Verheyen, Presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo, hanno preso parte all’evento in videoconferenza. Per il Vito Sante Longo hanno ritirato il premio la Prof.ssa Castelluccia e il delegato della dirigente, il Prof. Vittorio Nuvoletta. A breve, i due studenti vincitori, non appena maggiorenni, partiranno per uno stage retribuito di sei settimane presso la sede del Parlamento Europeo a Bruxelles.

“L’Istituto – conclude la Dirigente Teresa Loiotileha avuto accesso anche al progetto Erasmus plus, grazie al quale il personale della scuola e gli studenti potranno vivere esperienze preziose per migliorare le capacità di comunicazione, le lingue e le competenze interculturali e trasversali. Ho sempre creduto che visitare paesi diversi, studiare all’estero, voglia dire non solo migliorare la propria preparazione, ma soprattutto superare le paure e adattarsi a nuovi ambienti. In questo modo crescono, inevitabilmente, anche quelle competenze indispensabili per cogliere le opportunità di un mondo del lavoro che ormai non ha più i confini nazionali”.

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