“Ciao, ti ricordi di me?” è la scusa adotta per mettere in atto questo tipo di truffa
Qualche giorno fa, un uomo ben vestito e di bell’aspetto alla guida di un’auto scura si aggirava per le vie del centro di Monopoli.
In particolare, in via Europa Libera, ha attirato l’attenzione di un passante avanti con gli anni e, presentandosi come il figlio di un suo vecchio collega di lavoro, lo ha fatto salire; una volta assicuratosi che l’interlocutore fosse convinto di parlare proprio con il ragazzo che, qualche volta, aveva visto quando si era recato a trovare il papà sul posto di lavoro, dandogli corda, ha raccontato di essersi trasferito fuori città e di essere diventato un imprenditore di successo nella produzione di orologi da polso; a quel punto, ha tirato fuori un orologio elegante, esortandolo ad acquistarne uno. Così, la vittima ha iniziato a dubitare della buona fede dell’uomo e, dicendogli di non essere interessato all’acquisto, è sceso dall’auto; quando lo ha salutato, il presunto truffatore si è “tradito”, confermando i suoi sospetti: gli ha detto che avrebbe portato i suoi saluti al “padre” – suo amico di vecchia data – che, qualche anno fa, aveva saputo che era venuto a mancare.
Il monopolitano ha così informato dell’accaduto i Carabinieri della locale Stazione.

