Coach Alba tornerà a sedersi sulla panchina AP Monopoli in veste di capo allenatore

L’intervista al nuovo tecnico

Coach Alba tornerà a sedersi sulla panchina AP Monopoli in veste di capo allenatore con un accordo triennale. Antonio Alba monopolitano, laureato in Giurisprudenza di Impresa, due master in Risorse Umane lavora, presso uno studio di consulenza e legale, tuttavia gli impegni professionali non lo hanno allontanato dalla passione per il basket che negli anni ha sempre coltivato. Allenatore qualificato dal 2011, Antonio vanta numerose esperienze come capo allenatore dalla D alla C-GOLD (ultima nel 2020 a Francavilla Fontana stagione poi sospesa causa pandemia). Negli anni ha svolto assistentato in B a Mola di Bari ed un anno a Bisceglie.

Ha avuto modo di seguire i campionati giovanili in tutte le categorie, culminato a Mola di Bari con le finali nazionali U19 élite. È stato collaboratore del settore Squadre Nazionali ed assistente nelle nazionali giovanili femminili e maschili anche in tornei internazionali. Attualmente ricopre il ruolo di RTT (responsabile tecnico territoriale) per il settore maschile FIP Puglia, di presidente regionale del CNA Comitato Nazionale Allenatori e del CRA (commissione regionale allenatori). Con un curriculum così articolato e prestigioso coach Alba entra nei ranghi AP e lo fa ringraziando in primis la società di provenienza «vorrei approfittare del momento per ringraziare pubblicamente la società I Delfini Monopoli nelle persone di Angelo, Francesco e Roberto Barnaba, perché siamo riusciti a rincontrarci dopo tanti anni e fare un bellissimo percorso, raggiungendo l’obiettivo che ci eravamo prefissati, con la speranza che quanto seminato, seppur in difficili condizioni, possa germogliare in futuro. Non posso infine non ringraziare Toni, Gianluca, Pino, Claudio, Vivi e tutto lo staff societario, e, ovviamente, i miei fantastici giocatori per le tante emozioni passate insieme».

Guardiamo quindi al presente e futuro, com’è maturata la scelta?

«La società mi ha cercato inizialmente con la solita cordialità che contraddistingue i suoi dirigenti, e pertanto è già motivo di dialogo. Poi la stima reciproca, la fiducia, il rispetto dei valori umani, a far da cornice, come dovrebbe sempre essere. In fondo è noto che l’AP è una famiglia solida che naviga a gonfie vele da oltre dieci anni.

La scelta è stata da subito motivata, certo, con le incertezze dovute alla non chiara evoluzione della ristrutturazione dei campionati che coinvolgerà anche la  serie C, ma con il sentimento e la fiducia di voler comunque di voler fare bene e provare a vincere».

Che società trovi dopo tanti anni?

«”Maturità” mi verrebbe subito da dire! Equilibrio e ponderazione nelle scelte, credo questo sia questa la loro forza e grande capacità di sapere in anticipo quale obiettivo perseguire. Non si può di certo non tenere in conto che lo scorso campionato si è sfiorata una bella impresa, e che mi piacerebbe continuare sulla stessa strada per raggiungere lo stesso risultato magari migliorarlo».

Quali sono i programmi, gli obiettivi?

«Io voglio vincere. Negli anni ho raggiunto la convinzione che oggi i giovani hanno bisogno di vedere il più lontano possibile.  Mi piacerebbe vivere il lavoro con incertezza, ma con la convinzione che si stia facendo di tutto per il risultato massimo, cioè la vittoria finale!».

Con la tua esperienza non solo nelle varie società pugliesi ma anche come responsabile Fip, che basket si gioca oggi in Puglia?

«Prima della pandemia, il basket senior pugliese era eccezionale. La nostra Gold non era assolutamente da meno a regioni più ricche e di fatti le nostre neopromosse in B hanno sempre ben figurato nel primo campionato nazionale. Conosco poco il mondo della C silver, ma la presenza degli stranieri in ogni roster ha reso molto professionale ed impegnativa la categoria, a vantaggio del gioco e della prestazione degli atleti italiani under che senior che sono cresciuti confrontandosi con atleti di valore».

Cosa pensi della riforma dei campionati?

«Una ghigliottina bella affilata. Si farà un po’ di fatica a programmare la stagione proprio perché non c’è certezza di cosa accadrà a livello regionale. Un po’ tutti dovremo navigare, come si suol dire, a vista, fino al termine delle iscrizioni (luglio) e poi capire se converrà essere ripescati nell’uno o nell’altro campionato».

Quale può essere l’impatto della stessa nella nostra regione?

«Abbiamo già visto che la Pavimaro Molfetta si è espressa rinunciando al titolo di B che con grande bravura hanno mantenuto per due anni. Manifestazione certamente negativa perché ci priva di una bella realtà e toglie posti di lavoro a giocatori e staff. Per cui se l’impatto è questo, siamo già messi male».

Il percorso è appena iniziato, coach Alba è pronto e motivato a fare bene! In bocca al lupo coach e ben tornato!