Cultura chiama cultura: l’Inferno nelle Grotte di Castellana

 

Dal Liceo Scienze Applicate di Nardò, studentessa del 3° anno resta affascinata dopo “Hell in the Cave” e scrive all’organizzazione. La risposta del regista Romita che la esorta a seguire il suo istinto creativo 



Ha davvero dell’incredibile – grazie alla suggestiva cornice offerta dalle Grotte di Castellana, alle straordinarie scenografie ed alla bravura di chi entra in scena – “Hell in the Cave – Versi danzanti nell’aere fosco”, spettacolo aereo sotterraneo, libera rappresentazione della prima cantica della Divina Commedia ambientata nella caverna della Grave.

 

Spettacolo che unisce danza, voci, suoni e luci, e capace di abbracciare l’intero ambiente naturale della più grande caverna delle Grotte di Castellana come spazio scenico, Hell in the Cave nasce da una suggestione e da un grande amore per la lingua e l’opera di Dante, con la regia di Enrico Romita e la drammaturgia di Giusy Frallonardo. In scena, per ogni replica, attori, performer e ballerini regalano al pubblico un’interpretazione emozionante, mentre la potenza evocativa dei versi di Dante si mescola ad uno scenario naturale unico. I canti scelti sono tra i più famosi, con la presenza di personaggi come Lucifero, Minosse, Pier delle Vigne, Ciacco, Paolo e Francesca, il Conte Ugolino, Brunetto Latini, Ulisse e Beatrice.

 

Tra gli innumerevoli spettatori che, replica dopo replica, sono rimasti senza fiato, a rimanere particolarmente estasiata è stata la giovane Aurora, studentessa della 3 B del Liceo Scienze Applicate di Nardò (LE), così tanto da arrivare a scrivere all’organizzazione per complimentarsi e rivolgere alcune sue curiosità al regista.

 

ECCO COSA HA SCRITTO 

Un infernale viaggio, all’interno di uno spettacolo surreale. Un cast di artisti eccezionali supportato da un regista geniale, che ha avuto la spettacolare idea di realizzare un inferno più infernale di quanto si immagini. Studiare la geniale e insuperabile creazione del grande Dante è complicato e difficile, ma non amare Dante è impensabile dopo questo suggestivo spettacolo. Un ringraziamento  va agli Artisti che ci hanno fatto vivere il possibile inferno. Un ringraziamento ai Virgilio disponibili e presenti in ogni istante. Un ringraziamento a tutte le Persone che hanno realizzato e grazie alle quali tutto ciò è stato possibile. Un ringraziamento al Regista, al quale non posso dire soltanto che Grazie per avermi fatto provare la paura e la tensione fino a che la luce non ha illuminato e rassicurato il nostro cammino, per averci fatto vedere, ascoltare  e provare la sofferenza e il dolore dei dannati nel buio dell’ inferno.
Vorrei, oltre che ringraziare, chiedere al Regista se può rispondere a queste domande, ne sarei davvero felice.
Com’è che questo spettacolo di arte straordinaria ha preso vita nella mente?
Quale consiglio darebbe a una persona o ad un ragazzo se personaggi immaginabili fiorissero nella sua mente e non può fare a meno di creare idee?

Grazie.

Il sentiero per il Paradiso inizia già all’Inferno.



 

I RINGRAZIAMENTI DELL’ORGANIZZAZIONE DI “HELL IN THE CAVE” E LA RISPOSTA DEL REGISTA ROMITA

 

Gentile Aurora,

grazie per le belle parole che hai usato nei confronti di tutti noi impegnati a realizzare Hell in the cave.

Come puoi comprendere, lo spettacolo è il frutto di un lavoro di squadra, dove tutti collaborano senza personalismi, per coinvolgere ed emozionare i visitatori.

Il risultato di questo sforzo collettivo è provato dalle tue parole che hanno gratificato tutto il cast. Grazie.

Per rispondere alle tue domande ti dico che, nella mente, le idee nascono dalla conoscenza, dalla curiosità e dalla voglia di realizzare cose nuove senza fermarsi alla “routine” del quotidiano.

Io credo che tu debba perseguire il tuo talento e la tua voglia e capacità di vedere le cose in prospettiva, adottando sempre più punti di vista, ma seguendo il tuo istinto creativo. Spero di essere stato chiaro e ti saluto cordialmente, invitandoti a tornare quando vorrai e potrai, “a riveder le stelle”.