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Monopoli, contratto con Gestopark in scadenza. Perché non internalizzare il servizio di sosta a pagamento?

Per il Partito Democratico: “Un’ulteriore alternativa potrebbe consistere nell’affidare la gestione del servizio ad una delle tante realtà di cooperative sociali presenti nel territorio”

Sarebbe in scadenza il contratto triennale con la Gestopark per il servizio di sosta a pagamento e a tal proposito, il locale Circolo del Partito Democratico di Monopoli si è espresso attraverso la seguente nota stampa, proponendo l’internalizzazione del servizio o eventualmente affidarne la gestione “ad una delle tante realtà di cooperative sociali presenti nel territorio”

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Gestopark: contratto in scadenza.

Perché non internalizzare il servizio?

Il Partito Democratico e tutte le forze di opposizione, durante l’ultimo Consiglio comunale, hanno interrogato l’Amministrazione sulla futura gestione e organizzazione del servizio di sosta a pagamento, attualmente affidato alla società “GestoPark” di Savona.

Il contratto in atto si avvia verso la scadenza ma la Giunta si rifiuta di comunicare i prossimi passi da intraprendere. A questo punto è evidente che le possibili prospettive sull’organizzazione siano queste:

1-        Proroga attuale gestione (come previsto dal contratto);

2-        Nuovo avviso pubblico per la concessione del servizio;

3-        Passaggio ad una gestione diretta del servizio da parte del Comune.

Il Partito Democratico punta senza dubbio sulla terza opzione benché, secondo quanto anticipato dall’Assessore alla Polizia locale, tale possibilità sia stata scartata a priori.

Riteniamo che ciò sia gravissimo in ragione delle cifre che orbitano intorno a questo “servizio”: il Comune di Monopoli, secondo quanto visto da contratto, ha ricavato solo il 42% degli introiti derivanti dall’esercizio dei “servizi” di sosta a pagamento.

Ciononostante lo stesso Assessore ha dichiarato in Consiglio che, dall’inizio del contratto, il Comune ha incassato circa 1milione di euro e quindi ,la Società concessionaria del servizio, ne ha verosimilmente intascati 1.4milioni. Una cifra esorbitante ed ingiustificata per la gestione di un servizio così semplice che ha visto tutta una serie di inadempimenti contrattuali, quando invece lo stesso potrebbe essere esercitato direttamente dal Comune (costituzione di una “Società in House”) garantendo alle casse comunali introiti da poter destinare all’istituzione o miglioramento di servizi ai Cittadini.

Un’ulteriore alternativa potrebbe consistere nell’affidare la gestione del servizio ad una delle tante realtà di cooperative sociali presenti nel territorio.

Il Partito Democratico guarda nella direzione di una ottimizzazione delle entrate che possano garantire al Bilancio del Comune (che sempre meno beneficia di devoluzioni dagli Enti sovraordinati) un equilibrio stabile e la capacità di rispondere alle molteplici esigenze del territorio.