Bimbo cade, scendendo dall’altalena. La famiglia fa causa al Comune di Monopoli

Il piccolo di quasi quattro anni avrebbe perso l’equilibrio dopo aver messo il piedino in una profonda buca sotto il gioco, cadendo all’indietro e sbattendo rovinosamente il capo sul brecciolino

 

Sono trascorsi due anni dall’incidente accaduto ad un bimbo di quasi quattro anni che, in una bella giornata d’estate, si era recato con la mamma all’area giochi di via Procaccia (antistante Cala Cozze) dove, intorno alle 20:30, scendendo dall’altalena avrebbe perso l’equilibrio dopo aver messo il piedino nella profonda buca che pare si trovasse sotto il gioco, cadendo all’indietro e sbattendo rovinosamente il capo sul brecciolino. La donna avrebbe immediatamente portato il figlioletto in Pronto Soccorso, da cui sarebbe stato condotto in Pediatria, dove gli avrebbero riscontrato un trauma cranico non commotivo e un’estesa ferita lacero contusa nella regione occipitale, che avrebbe avuto bisogno dell’apposizione di svariati punti di sutura.

La madre del bimbo, attraverso l’Area manager e responsabile della sede di Bari, Sabino De Benedictis, si è quindi affidata a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, per essere risarcita, non solo e tanto per le lesioni subite dal figlio – fortunatamente non gravi – ma anche e soprattutto per una questione di principio e perché incidenti del genere non avessero a ripetersi: è lamentata infatti la mancata manutenzione da parte del Comune di quel gioco, in quanto non vi era nessun tappeto in gomma o in erba sintetica che potesse livellare il terreno o parare il colpo, come invece in altre parti del parco.

“La porzione dove si trovava il bambino, infatti, doveva ancora essere ultimata, ma nessun cartello di avviso o di pericolo – spiegano da Studio3A-Valore S.p.A. – era stato installato in tal senso”.

Secondo Studio3A-Valore S.p.A. che si starebbe occupando del caso: “più che una buca era un “fosso” quello scavato sotto quell’altalena e c’era da aspettarsi che prima o dopo qualche bambino si sarebbe fatto male. Com’è puntualmente successo. Ma il Comune di Monopoli continua a negare qualsiasi responsabilità sull’infortunio “annunciato” capitato il 22 luglio del 2018 a un piccolo del posto che allora aveva appena tre anni (ne avrebbe compiuti quattro di lì a pochi giorni)”.

Studio3A ha quindi chiesto i danni all’Amministrazione comunale di Monopoli, allegando anche foto del luogo, tutta la documentazione medica e le dichiarazioni di alcuni testimoni che avevano visto e confermavano la dinamica dell’episodio, ma l’Ufficio Lavori Pubblici e manutenzione avrebbe respinto la richiesta risarcitoria, asserendo che non sussisterebbero gli elementi per addebitare al Comune “qualsivoglia causa del sinistro in oggetto”: posizione da cui in quasi due anni la Città di Monopoli non si è mai schiodata.

Per la mamma e il suo figlioletto un altro schiaffo dal loro Comune, che li costringerà anche ad adire le vie legali.