Centinaia di persone richiamate dalle forze dell’ordine al corretto uso dei dispositivi di protezione individuale. Sanzioni da 400 a 3.000 euro per chi non rispetta l’ordinanza emanata dal Sindaco Annese


Movida selvaggia, in molti senza mascherina a Monopoli


Sono stati ulteriormente intensificati i controlli a Monopoli nel secondo fine settimana all’indomani dell’ordinanza sindacale n. 204 del 28 maggio 2020, con cui il Sindaco Angelo Annese ha imposto fino al 14 giugno 2020 l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi della movida, il rispetto del distanziamento sociale di un metro ed il divieto di bere per strada bevande alcooliche e superalcoliche in bottiglie o contenitori di vetro in tutto il territorio comunale e che disciplina gli orari di esercizio delle attività e di vendita nell’ambito di alcune aree delimitate del territorio urbano al fine di contrastare assembramenti di persone, in relazione all’emergenza sanitaria di contenimento della diffusione del contagio da virus covid-19 e di tutela della salute pubblica. 

Nonostante la presenza di cartelli (con i capisaldi dell’ordinanza), affissi agli ingressi del centro storico cittadino e dei luoghi della movida in cui si riscontra maggiore concentrazione di persone e che sono quindi a maggior rischio di assembramenti, in molti ancora continuano a girare senza mascherina in maniera da coprire completamente bocca e naso come disposto all’interno del perimetro della ZTL del centro storico e nelle strade della movida, in particolare Via Procaccia, Corso Pintor Mameli, Via Cadorna, Largo Colombo, Cala Fontanella, dalle ore 18.00 alle ore 01.00 del giorno successivo, nei giorni venerdì, sabato, domenica e festivi.

Ieri sera, agli ingressi del centro storico sono state collocate transenne che sottolineano l’obbligo di indossare la mascherina – anche se ciò dovrebbe essere dettato dal buonsenso di ciascuno, specialmente dopo che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha indicato la necessità di indossarle anche all’aperto, specie quando il distanziamento sociale non può essere garantito -centinaia di persone sarebbero state richiamate dalle forze dell’ordine, in particolar modo dalla Polizia di Stato che, così come la Polizia Locale, ha presidiato le zone più ad alto rischio assembramenti.

Il mancato rispetto dell’ordinanza emanata dal Sindaco Annese prevede sanzioni da 400 a 3.000 euro.