FOTO – Dedicazione della Chiesa di Sant’Anna a Monopoli

Deposte all’interno del nuovo altare le reliquie di Antonio Primaldo e Compagni, Santi Martiri di Otranto

 

Soprattutto ai giorni nostri, non è comune assistere alla dedicazione di una chiesa, rito a cui invece la comunità ecclesiale di Monopoli vi ha potuto assistere il 17 novembre scorso nella Chiesa di Sant’Anna con la deposizione delle reliquie di Antonio Primaldo e Compagni (Santi Martiri di Otranto), che erano state intronizzate il 9 novembre durante la santa messa vespertina.

La celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo della Diocesi di Conversano-Monopoli Mons. Giuseppe Favale per la liturgia della dedicazione è avvenuta a trent’anni dalla posa della prima pietra, avvenuta il 22 giugno del 1989i.

È così giunta a compimento la volontà di servire una grande porzione di abitanti di Monopoli, sin dal 25 marzo 1974 quando Mons. Antonio D’Erchia affidava a don Armando Dorsi, primo parroco, questo compito pastorale. Quindici anni più tardi, la cerimonia di posa della prima pietra all’interno del campetto di calcio dava il via ai lavori per l’edificazione della chiesa progettata dall’architetto Nazario Losavio: nel 1993, a dicembre, l’apertura al culto della nuova chiesa sebbene rimanessero da completare molti elementi strutturali e legati al culto vero e proprio. Si è arrivati così ai giorni nostri, dopo un accurato adeguamento liturgico del Presbiterio.

La comunità si prepara alla dedicazione del 17 con una serie di appuntamenti: il 12 novembre, dopo la celebrazione eucaristica, alle 20.00, il musical “Una storia d’amore” a cura del coro “Insieme si può” a cura delle Parrocchie S. Maria del Rosario e Sacra Famiglia di Monopoli; il 15 novembre, invece, dopo la celebrazione della messa, alle ore 20.00, La casa del popolo di Dio. Il rito della Dedicazione, un momento di riflessione con don Davide Garganese (Direttore Ufficio Liturgico Diocesano) ed il maestro Albano Poli (autore del progetto artistico del nuovo altare).

La celebrazione di dedicazione avrà il proprio culmine con la deposizione delle reliquie all’interno dell’altare della chiesa: nello specifico verranno collocate le reliquie di Antonio Primaldo e Compagni, Santi Martiri di Otranto.

LE RELIQUIE

Cenni storici

Dal 28 luglio all’11 agosto 1480 i turchi comandati da Gedik Achmet Pascià assediarono la città di Otranto. L’11, entrati con forza nella città, uccisero l’Arcivescovo Stefano Pendinelli e i fedeli radunati nella Cattedrale. Le donne furono ridotte in schiavitù, alcune anche violentate, mentre i circa ottocento uomini superstiti, dai quindici anni in su, furono imprigionati. Tre giorni dopo, incatenati e seminudi, a gruppi di cinquanta, partendo dai pressi dell’odierna cappella della Madonna del Passo, furono condotti sul Colle della Minerva. Fu chiesto loro, ripetutamente, di abiurare la fede cristiana per aver salva la vita; venti di loro riscattarono la libertà pagando trecento ducati a testa.

Un anziano cimatore di panni, Antonio Pezzulla, esortò i compagni a difendere il proprio credo e fu il primo ad essere decapitato: venne quindi detto “Primaldo”. Era iniziato l’orribile massacro: le cronache raccontano che il corpo di Antonio, senza testa, rimase in piedi fino all’esecuzione dell’ultimo concittadino. Profondamente scosso, il carnefice si convertì e fu impalato poco distante.

Gli Ottocento Martiri di Otranto sono Patroni della Diocesi e della città di Otranto dal 1721, ovvero da molto prima che il loro culto venisse ufficializzato. Sono da sempre festeggiati il 14 agosto, giorno della loro nascita al cielo.

Dal 1711 le ossa della maggior parte di essi sono custodite in Cattedrale a Otranto, in sette grandi armadi. In piccoli armadi laterali sono conservati resti di carne, integri, senza alcun trattamento, dopo oltre cinque secoli; sotto all’altare vi è il ceppo della decapitazione.

Beatificati da papa Clemente XIV il 14 dicembre 1771, sono stati canonizzati da papa Francesco il 12 maggio 2013.

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