Nessuna soluzione trovata per l’anziano rimasto senza dimora dopo la revoca dell’assegnazione dell’alloggio popolare

Il 75enne Vincenzo Totaro è stato dimesso dall’ospedale


Continua a tenere banco la vicenda dell’anziano rimasto senza dimora dopo la revoca dell’assegnazione dell’alloggio popolareAnziano rimane senza dimora al rientro dall’ospedale per la revoca dell’assegnazione dell’alloggio popolare


È stato appena dimesso e non avrebbe ancora dove andare a stare il 75enne Vincenzo Totaro che, lunedì sera, era stato ricoverato d’urgenza in ospedale dopo aver trascorso la giornata su una brandina davanti all’uscio di quella che, fino al 22 ottobre scorso (giorno del suo precedente ricovero), è stata casa sua: un alloggio popolare ubicato in via Luigi Piccinnato al civico n. 17 di proprietà dell’Arca Puglia, la cui assegnazione gli sarebbe stata revocata (nel 2009) per il presunto acquisto di un terreno con annessa abitazione.

«Quel terreno con quella casa diroccata – spiega il legale dell’anziano, l’avvocato Sergio Marasciulo – nella separazione, è stato assegnato una tantum a titolo di mantenimento alla moglie. Se i parenti non si degnano di accudirlo, c’è una procedura che non è stata attivata: non è stato attivato il Giudice di volontaria giurisdizione né tantomeno è stato nominato un amministratore di sostegno».

Una vicenda che rischia di balzare alle cronache nazionali. Il caso potrebbe finire a “Striscia la Notizia”; del servizio se ne starebbe occupando “Pinuccio” (Alessio Giannone).

«Io non mollo – tuona Marasciulo – Io voglio un contradditorio con il Sindaco (Angelo Annese, ndr) e l’Assessore ai Servizi Sociali (Ilaria Morga, ndr) che, in una trasmissione televisiva locale alla quale ero stato invitato, mi è stato negato, visto che in trasmissione c’era solo l’Assessore che dice assurdità spaventose. Mi sarei interessato alla vicenda anche se al posto di Vincenzo Totaro si chiamasse Paolo Rossi – aggiunge l’avvocato – Siamo di fronte al fallimento delle politiche sociali, ergo del Sindaco e dell’Assessore ai Servizi Sociali. Con il sindaco di questa città Emilio Romani, noi staremmo parlando di altro oggi».

Il legale del sig. Totaro rimprovera all’Assessore Morga di non essersi recata prima di persona, lunedì, sul posto: «L’assessore dovrebbe spiegare che ha detto al Consigliere Metropolitano Franco Leggiero che l’aveva chiamata “non posso venire perché sono con un direttore”»; circostanza confermata dal consigliere leghista Leggiero: «l’ho chiamata io personalmente. La risposta è stata: “adesso sono con il direttore… quando finisco vediamo, mi attivo…”, qualcosa del genere. Abbiamo continuato a chiamare, a mandargli messaggi».

«È più importante probabilmente il direttore ai lavori – prosegue Marasciulo – piuttosto che la situazione di un poveretto non malandato, ma di più… E poi – aggiunge – il ricovero di lunedì è di urgenza. Non so quali referti abbia letto, ma deve avere il coraggio di dire la verità… In questa questione è a rischio la tenuta dell’Amministrazione: quattro consiglieri della Lega sono pronti a tutto perché stiamo rasentando la follia. Se l’Assessore continua a provocare e ad essere falsa – conclude l’avvocato – sarò costretto a far leggere i messaggi».

Ed a rincarare la dose sono propri i consiglieri comunali della Lega Giuseppe Campanelli, Franco Leggiero e Vincenzo Laneve, tacciati di strumentalizzazione politica.

«Sulla questione che sono decaduti i diritti nulla questo – commenta Leggiero – il Comune bene ha fatto: ha rispettato la legge, che piace o non piace va rispettata. Il problema che noi solleviamo – spiega – è che notiamo un’assenza dell’Assessore, come se questa questione non l’abbia presa a cuore. La rabbia nostra è che lo stesso Assessore non si è affacciata salvo arrivare quando se lo sono portato in ospedale; anche per rendersi conto. È inutile che riporta articoli di legge; abbiamo capito, le leggi le conosciamo, le rispettiamo, ma questo è un discorso umano – asserisce il consigliere leghista – Chi è l’organo preposto a cercare di trovare un’alternativa? Non ho ancora sentito proviamo a… penso al dormitorio comunale, alla Caritas… si parla solo che la legge è quella, che la legge determina responsabilità ai parenti e quindi? È come dire: si arrangiasse. E ora dove andrà? Ritornerà sul pianerottolo e continueremo a dire… perché la legge… I parenti lo devono accudire e a questa persona la lasciamo morire».

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