FOTO – Il Giovedì Santo tra Messa in Coena Domini e visita agli Altari della Reposizione

Al via, il Triduo Pasquale

Ieri, i riti della Settimana Santa sono entrati nel vivo con la Messa “in Coena Domini” presieduta dal Vescovo della Diocesi di Conversano-Monopoli Mons. Giuseppe Favale durante la quale si è rivissuta la rituale lavanda dei piedi praticata da Gesù Cristo ai dodici apostoli nell’Ultima Cena e, la visita agli Altari della Reposizione del Giovedì Santo, impropriamente denominati “Sepolcri”, dove è riposta e conservata l’Eucarestia al termine della messa vespertina e sino all’indomani, nel giorno del Venerdì Santo.

Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio se ne tornava, si alzò da tavola, depose le sue vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse. Poi mise dell’acqua in una bacinella, e cominciò a lavare i piedi ai discepoli, e ad asciugarli con l’asciugatoio del quale era cinto. (Gv,  13: 2-5)

Un gesto simbolico – in passato fatto dal servo verso il padrone – con il quale Gesù volle insegnare ai suoi ad amarsi gli uni gli altri, mentre la propria ora si approssimava.

Quello che è raffigurato nella tela centrale del “Cenacolo” situata nella Cappella del SS. Sacramento (che si trova nel braccio destro del primo transetto della Cattedrale), che fa parte del trittico dell’artista napoletano Francesco De Mura: Gesù è al centro e nella parte più luminosa del dipinto assieme agli apostoli; quasi di fronte a lui è raffigurato Giuda, colui che lo tradirà e che perciò reca un pugno sul tavolo in segno di sfida, mentre nell’altra mano impugna la borsa con i trenta denari.
La Quaresima (iniziata con il Mercoledì delle Ceneri) si conclude infatti con il Giovedì Santo, preludio del Triduo Pasquale per la commemorazione della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù che ha il suo fulcro nella solenne Veglia pasquale e si conclude con i secondi vespri della Domenica di Pasqua.

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