Papio paventa: “Il 31 luglio, quando in Regione si terrà la 2ª Conferenza di Servizi (CdS), gli accordi potrebbero irrevocabilmente chiudersi”

Il 31 luglio, in Regione, si terrà la 2ª Conferenza di Servizi (CdS) in merito al futuro dell’area dell’ex cementeria. 

Sull’argomento ritorna il Consigliere Comunale Angelo Papio (Manisporche) con una nota (che vi riportiamo quì di seguito) attraverso la quale elabora una nuova richiesta di confronto sulla riqualificazione dell’area portuale P1.

E’ rimasta senza alcuna risposta la nota del 3 giugno 2018, a firma delle forze politiche di minoranza (Partito Democratico, Lista civica Manisporche, Lista civica Cittadini in Movimento, Partito Liberi e Uguali), nella quale si chiedeva ufficialmente l’annullamento dell’apertura della nuova procedura per illegittimità di diversa natura, tra le quali alcune di metodo (nessun passaggio in Consiglio comunale o in Commissione consiliare, come richiesto dalla Delibera d’indirizzo n.32/2017) e alcune di opportunità formale (a quattro giorni dalla fine del mandato, prima di un cambio di Amministrazione i cui tempi ancor oggi non sono certi, e che costringerà gran parte del dibattito a svolgersi nel mese di agosto, dato che l’AdP deve concludersi entro il 4 settembre 2018).

Obiettivo della conferenza stampa del 18 luglio è stato presentare tre punti strategici, ineludibili per un’accettabile soluzione progettuale concordata, di ultim’ora, e che, se prontamente accolti, potrebbero rendere il progetto molto più forte in Conferenza, in quanto permetterebbero al neo Sindaco di farsi realmente interprete dell’interesse generale e rappresentando finalmente la volontà dell’intera Comunità di fronte agli Enti preposti. Così, prendendo anche atto delle interessanti e preoccupate domande emerse, non solo dai giornalisti presenti ma anche dai rappresentanti dei circoli nautici, dei cantieri navali e dei condomini limitrofi all’area in questione, abbiamo messo in evidenza che:

1. data la strategicità dell’area, sarebbe stato giusto e qualificante indire un concorso pubblico di progettazione architettonica, almeno sulle superfici comunali e demaniali

2. il progetto del Privato dovrebbe tenere ben in conto la presenza di strutture portuali nelle aree demaniali adiacenti

3. sotto l’aspetto della compensazione urbanistica e del rispetto del preminente interesse pubblico, stante il comportamento silente e passivo dell’Amministrazione, non sembra che il Privato stia offrendo un granché alla comunità:

a. la consegna dell’edificio Gaslini e delle ciminiere, senza opere di ristrutturazione, senza demolizione e smaltimento, risultano più uno sgravio per il Privato che un valore aggiunto sul piatto dell’accordo con il Comune;

b. la rinuncia a 20mila metri quadrati di terziario, peraltro inevitabili per l’impossibilità di dislocarli nell’area, è stata abbondantemente compensata dalla scelta autonoma del Privato di riservarsi ulteriori 7mila e cinquecento metri quadri di residenze;

c. l’unico stabile comunale, frutto dell’edificabilità dell’area già pubblica in Cala Fontanelle, è stato inserito in posizione del tutto infelice, al di sotto di una pista ciclabile;

d. oltre ad alcune opere di urbanizzazione, peraltro difficilmente distinguibili tra quelle di legge e quelle di accordo, restano solo i costi di demolizione della vecchia fabbrica, sostenuti qualche anno fa, su personale e caparbia sollecitazione del sindaco Romani e ammontanti a poco più di 1milione di euro che, a fronte di 38mila metri quadri di costruzioni non sembrano assolutamente proporzinati.

CHIEDIAMO AL SINDACO ANGELO ANNESE

a. di differenziarsi dal suo predecessore sulla vicenda e di prendere in considerazione la presente proposta, valutando con attenzione ogni spunto e intervento provenienti dai suoi cittadini, per meglio rappresentare le istanze della collettività, incluse le condizioni riportate nella delibera di Consiglio comunale n.32/2017, più volte tradite e che pure, ad oggi, rimangono l’unico “baluardo” per un’azione degna del Primo Cittadino

b. che in Conferenza di Servizi venga definitivamente precisato in cosa consista il prevalente interesse pubblico, alla base dell’Accordo di programma, a carico di chi ricadano i costi dei vari interventi e a quale titolo.

c. l’asse stradale, prolungamento dell’attuale via Vasco (vicino all’ingresso del porto commerciale), deve rimanere carrabile per esigenze legate all’attuale sistema di mobilità urbana, non superabili in tempi brevi

d. le “piastre”, edifici a un piano ricavati nel salto di quota tra il quartiere ottocentesco e le banchine portuali, devono essere dedicate, almeno nelle aree di cessione al Comune, prevalentemente a un vasto parcheggio interrato nascosto, indispensabile a una rimodulazione e ampliamento delle zone pedonali all’interno dello stesso quartiere ottocentesco;

e. in assenza di una concertazione progettuale tra privato, proprietario delle aree originarie, e saperi esperti della città (inclusi i portatori di interessi delle categorie coinvolte), l’area di cessione al Comune (almeno il 50% di quelle private) deve rimanere omogenea e ubicata dalla parte dello specchio d’acqua del porto.

Angelo Papio Consigliere comunale – Movimento Manisporche

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