Si rinnovano i festeggiamenti in onore di santa Lucia a Monopoli

Le iniziativa religiose in programma

Nonostante l’emergenza Coronavirus, anche quest’anno si rinnovano i festeggiamenti in onore di santa Lucia (Patrona della vista e di tutti coloro che ne soffrono, come i non vedenti, i miopi e gli astigmatici), organizzati dall’omonima confraternita.


Santa Lucia Vergine e Martire

Lucia nacque a Siracusa nel 280 da una ricca famiglia patrizia. All’età di cinque anni perse il padre e ciò la legò in modo particolare alla madre Eutichia, che fin da piccola la curava amorosamente e la educava ai sentimenti più nobili e generosi e, alla fede cristiana. Mamma Eutichia era però sofferente di una grave malattia del sangue e Lucia, in occasione di un pellegrinaggio alla tomba della martire S. Agata a Catania, chiese una grazia per la guarigione della madre, perciò decise di offrire la sua vita a Cristo, rinunziando al matrimonio e alla vita agiata che la sua condizione le avrebbe concesso. La madre guarì e Lucia la convinse ad utilizzare i loro beni per sostenere poveri ed ammalati. L’imperatore romano Diocleziano scatenò però una feroce persecuzione contro i cristiani. Lucia cadde vittima della persecuzione, consegnata agli aguzzini da uno spasimante respinto per prestare fedeltà al suo voto di castità e di dedizione cristiana, morì martire nel 304.

S. Lucia divenne presto santa e patrona di Siracusa; le sue spoglie mortali sono conservate nella chiesa dei Santi Geremia e Lucia a Venezia.

La festa e la fiera di Santa Lucia

Il 13 dicembre, in occasione della solennità di santa Lucia (Patrona della vista e di tutti coloro che ne soffrono, come i non vedenti, i miopi e gli astigmatici), la Confraternita Santa Lucia di Monopoli unitamente al rettore dell’omonima chiesa organizza i festeggiamenti cittadini che rappresentano uno degli appuntamenti religiosi più sentiti e radicati nella storia della tradizione monopolitana.

All’interno dell’omonima chiesa ubicata nel centro murattiano è perciò possibile venerare la sacra reliquia di Lucia V. M. Syrac, esposta assieme alla venerata immagine di S. Lucia. Entrambe, nel pomeriggio del 13 dicembre, vengono portate in processione da confratelli e consorelle per le vie principali del quartiere.

La funzione religiosa termina con il tradizionale volo di palloncini colorati.

Contestualmente, si tiene anche la tradizionale Fiera di Santa Lucia, che si rinnova ogni anno tra il 12 ed il 13 dicembre; un appuntamento irrinunciabile per i monopolitani, che fanno acquisti natalizi per addobbare l’albero di Natale o per ultimare il presepe. Tra le bancarelle, ci sono anche i famosi “cocchérìdde” (ciotole in terracotta) che, un tempo, i fidanzati regalavano all’amata ed alla futura suocera per conquistarne la simpatia.

Nella tradizione popolare il dono viene fatto perché Santa Lucia è considerata dispensatrice di regali. Per questo motivo si tramanda il detto: “ Àcce vè a fère de Sènde Lucē sènze denèere pàrte allegré i t- tòrne emerè”, che significa: chi va alla fiera di Santa Lucia senza danari, allegro s’avvia e torna amaro.

Altre espressioni dialettali ruotano attorno all’elemento della luce solare e alla santa (dopo il 13, il giorno più corto, la luce ricomincia a crescere) : “A s- sènde Luce, nu péde de jaddìne è l- lònghe â notte i ammènghe  â de” ( A Santa Lucia s’allunga la notte e  decresce il dì); “ Dâ Mmacculate a s- sènde Luce, j- ê còrte â de”  (Dall’Immacolata a Santa Lucia è breve il dì).

Un appuntamento che si rinnovava due volte l’anno

Un tempo, i festeggiamenti in onore di santa Lucia avvenivano due volte l’anno: a dicembre ed a luglio, ma da diversi anni quest’ultima festa è stata soppressa.