ULTIM’ORA – Il Sindaco di Monopoli impone l’obbligo di mascherina davanti alle scuole

Il Primo Cittadino annuncia di altri monopolitani che si sono negativizzati. Sceso a 35, il numero di positivi 

Attraverso un nuovo post su Facebook, il Sindaco di Monopoli Angelo Annese annuncia di aver emanato la tanto attesa ordinanza sindacale con cui si impone l’obbligo di mascherina davanti alle scuole dove, nei giorni scorsi, erano stati segnalati pericolosi assembramenti mentre gli accompagnatori attendevano l’entrata o l’uscita degli studenti.

Il Primo Cittadino ha altresì colto l’occasione di annunciare che è sceso a 35 il numero di positivi in città.

Con Ordinanza n. 380 del 30 settembre 2020 il Sindaco di Monopoli Angelo
Annese ha disposto l’obbligo di indossare le mascherine facciali protettive
nei pressi di asili nido, scuole dell’infanzia, istituti scolastici di ogni
ordine e grado in occasione degli orari di ingresso e di uscita degli
studenti nel raggio di centocinquanta metri.

L’Ordinanza dispone l’obbligo per chiunque di “indossare in modo corretto il
Dispositivo di Protezione Individuale (mascherina facciale o qualsiasi altra
forma di protezione idonea a fornire una opportuna barriera), fatta
eccezione per i minori al di sotto di 6 anni e per i soggetti che presentino
forme di incompatibilità certificata con l’uso continuativo della
mascherina, in prossimità degli asili nido, scuole dell’infanzia ed istituti
scolastici di ogni ordine e grado, entro 150 (centocinquanta) metri da
ciascun accesso”.

Nel provvedimento si dispone, altresì, “l’obbligo di indossare tali
dispositivi anche all’interno dei cortili e delle pertinenze degli stessi
plessi scolastici, in concomitanza con gli orari di ingresso e di uscita
degli alunni” e il divieto per gli accompagnatori degli studenti “di
intrattenersi dinanzi o all’interno dei plessi scolastici se non per il
tempo strettamente necessario per le richiamate operazioni di
accompagnamento e prelevamento degli studenti stessi”.

La violazione dell’Ordinanza, salvo che non costituisca più grave reato, è
punibile con il pagamento di una sanzione amministrativa da un minimo di
euro 400 ad un massimo di euro 3.000.