Per il Barone Vitantonio Colucci c’è una sola cosa importante da fare: “ogni cittadino, nessuno escluso, deve responsabilizzarsi, indossare la maschera e i guanti protettivi e mantenere la debita distanza interpersonale in ogni luogo”

Di seguito, il testo della lettera che il fondatore e presidente del gruppo Plastic-Puglia, Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Barone Vitantonio Colucci ha inviato al Presidente del Consiglio, Prof. Giuseppe Conte.

Egregio Signor Presidente del Consiglio, Prof. Avv. Giuseppe Conte

chi le scrive è il Grand’Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, Barone Vitantonio Colucci, fondatore e presidente del Gruppo industriale Plastic-Puglia di Monopoli, provincia di Bari. 

La mia impresa, leader mondiale nel settore della produzione di sistemi completi per l’irrigazione di precisione, quest’anno compie 53 anni di ininterrotta attività. Dà lavoro a 170 dipendenti e alimenta un indotto di migliaia di persone. 

Nel febbraio scorso, primo nel Mezzogiorno, prendendo in seria considerazione la gravità di contagio da coronavirus, ho sottoscritto un regolamento interno con precise disposizioni ai miei dipendenti. Per evitare il rischio della diffusione dell’epidemia, ho imposto i divieti di frequentare ambienti e luoghi affollati, di dare la mano a chicchessia, di parlare con chiunque a distanza ravvicinata. Ho disposto gli obblighi di disinfettare periodicamente le mani, di tossire o starnutire nel gomito in assenza di fazzoletto, di indossare la mascherina e i guanti di protezione, di comunicarmi stati febbrili o influenzali o disturbi sanitari di qualsiasi natura e di conseguenza assicurandomi che anche a casa dei dipendenti ci fosse sempre buona salute. 

Adottando queste prescrizioni, ho assicurato che non ci sarebbe stato alcun contagio. Come in effetti è avvenuto. I miei dipendenti hanno potuto continuare a lavorare percependo regolarmente lo stipendio. Il mio Gruppo industriale non ha mai fermato la produzione, come le migliaia di imprese della filiera che acquistano i nostri prodotti. Ho regolarmente assolto a tutti gli impegni che le mie aziende sopportano, senza alcuna necessità di sostegno economico. 

Non accade lo stesso, purtroppo, nel resto della Puglia, del Mezzogiorno, dell’Italia. 

I principali indicatori economici indicano che il sistema Paese non può più reggere in condizioni di fermo produttivo prolungato. 

Per sconfiggere seriamente la pandemia da coronavirus, c’è una sola cosa importante da fare: evitare il contagio. Per scongiurare il rischio, oltre a rispettare tutte le prescrizioni imposte dal Governo, ogni cittadino, nessuno escluso, deve responsabilizzarsi, indossare la maschera e i guanti protettivi e mantenere la debita distanza interpersonale in ogni luogo. 

In questo modo, rispettando seriamente semplici regole, si potrebbe subito consentire la ripartenza del Paese, dando ossigeno alle imprese e ai nuovi investimenti, restituendo dignità e lavoro alle decine di migliaia di famiglie che, a causa della crisi, versano in condizioni di grande disagio sociale. 

L’Italia, così facendo, sconfiggerebbe l’epidemia, tornando alla normalità in sessanta giorni e al suo ruolo di grande Stato. 

Occorrono, come sempre, decisioni coraggiose per restituire lavoro e dignità evitando che alla tragedia dei lutti, si aggiunga il rischio della carestia.

Con stima, 

Grand’Ufficiale Barone Vitantonio Colucci